Milano, 26 mar. (Adnkronos) – Il giudice per le indagini preliminari di Milano Mattia Fiorentini, in parziale accoglimento della richiesta della Procura, ha applicato a Marco Emilio Mario Cerri, architetto ed ex componente della commissione Paesaggio del Comune di Milano, la sospensione dai pubblici uffici e alcuni divieti temporanei. La misura è scattata in merito a due episodi di falso ideologico realizzato nel corso delle pratiche edilizie riguardanti il cortile di via Cecchi e la ristrutturazione in via Anfiteatro (prescritto) mentre l'ipotesi di reato di 'traffico d'influenze' è stata riqualificata in quella più grave di tentata concussione.
In particolare i divieti – per la durata di "dodici mesi" – riguardano il "ricoprire il ruolo di componente nella commissione Valutazione impatto ambientale – Via e Vas istituita presso il Ministero dell'Ambiente; ricoprire qualsiasi incarico/ufficio pubblico – a esclusione di quelli elettivi ricoperti per diretta investitura popolare – inerenti i settori urbanistica, edilizia, ambiente, paesaggio e rigenerazione del tessuto urbano e ambientale presso qualsiasi ente pubblico; esercitare la professione di architetto (sia in proprio che in forma associata); esercitare in qualsiasi forma l'attività di consulente immobiliare, progettista e tecnico urbanistico (sia in qualità di libero professionista che in forma d'impresa)".
La misura si inserisce nell'inchiesta che a inizio marzo ha portato agli arresti domiciliari per corruzione, falso e depistaggio l’architetto Giovanni Oggioni, ex vicepresidente della Commissione paesaggio di Palazzo Marino. Il giudice ritiene che Cerri abbia commesso i reati di falso "in qualità di extraneus, nell'esercizio della propria attività professionale. Egli, del resto, è tutt'ora attivamente impegnato in plurimi progetti edili nel Comune di Milano e – come disvelato dagli elementi investigativi più volte passati in rassegna – è fermamente intenzionato a difendere il suo operato, oltre che a proseguirlo, anche mediante la promozione e il sostegno di provvedimenti di legge che 'mettano in scacco le indagini', ricorrendo ai suoi legami con membri del Parlamento".
L'indagato, indipendentemente da investiture formali, "è in grado di esercitare pressioni che orientino a suo piacimento le attività discrezionali della pubblica amministrazione e sfrutta la propria sfera di influenza per ottenerne lauti benefici economici. Per perseguire tali finalità, non esita a mistificare lo stato dei luoghi e a proporre fuorvianti interpretazioni degli strumenti urbanistici" si legge nel provvedimento del gip Fiorentini secondo il quale Cerri "esplica la propria influenza ben al di là dei poteri formalmente attribuitigli, riuscendo addirittura a interferire con l'erogazione di finanziamenti da parte di taluni istituti di credito".
Per Carla Barone e Andrea Viaroli per i quali la procura aveva chiesto la misura interdittiva non esistono le esigenze perché a partire da metà marzo venivano trasferiti, su loro richiesta, a settori amministrativi. "Trasferimenti elidono radicalmente il pericolo che gli indagati reiterino le falsificazioni provvisoriamente loro ascritte, saldamente legate ai ruoli che entrambi rivestivano formalmente all'interno della Direzione specialistica attuazione diretta Pgt e Sue della Direzione rigenerazione Urbana".