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Tragedia a Messina: il racconto della madre di Stefano Argentino

Madre di Stefano Argentino racconta la sua tragedia a Messina

Un dramma che colpisce due famiglie: la testimonianza della madre di Stefano

Il dramma di una madre

La tragedia che ha colpito Messina ha lasciato un segno indelebile nelle vite di due famiglie. Daniela Santoro, madre di Stefano Argentino, il 27enne accusato di aver accoltellato e ucciso Sara Campanella, 22 anni, ha rilasciato una toccante intervista a Tgcom24. Con voce rotta dal dolore, ha descritto il suo bambino come un ragazzo sereno e buono, lontano da ogni segno di cattiveria. “Stefano non ha mai dato segni di cattiveria – ha dichiarato – da sempre è stato un bambino tranquillo e vivace”.

Un rapporto che sembrava innocente

La madre ha anche parlato del rapporto tra Stefano e Sara, rivelando che il figlio le aveva parlato di lei in termini positivi. “Mi aveva detto che questa ragazza gli stava molto simpatica e che era una ragazza solare”, ha aggiunto. Queste parole fanno emergere un quadro complesso, dove l’innocenza di un legame giovanile si è trasformata in una tragedia inaspettata. Daniela ha espresso la sua incredulità riguardo all’accaduto, affermando: “Non so come sia potuto accadere”.

Il dolore di una doppia perdita

Il dolore di Daniela non è solo per il figlio, ma anche per la famiglia di Sara. “Sono due famiglie che stanno soffrendo”, ha detto, evidenziando la gravità della situazione. La madre di Stefano è consapevole della gravità del gesto del figlio e ha dichiarato: “So che ha sbagliato”. Questo riconoscimento della colpa non allevia il suo dolore, ma sottolinea la complessità emotiva di una madre che si trova a fronteggiare una tragedia che coinvolge anche un’altra famiglia.

La comunità di Messina è scossa da questo evento drammatico, che ha portato alla luce questioni di violenza giovanile e della fragilità delle relazioni interpersonali. La testimonianza di Daniela Santoro è un richiamo alla riflessione su come, in un attimo, la vita possa cambiare radicalmente, lasciando dietro di sé solo dolore e domande senza risposta.