Nel cuore del Friuli, una scoperta sorprendente ha catturato l’attenzione di esperti e curiosi. Un ritrovamento che nessuno si aspettava e che sta lasciando tutti a bocca aperta. Ma cosa si cela davvero dietro questa incredibile rivelazione? Mentre le voci si diffondono e le ipotesi si moltiplicano, la verità sembra ancora più affascinante di quanto immaginato. Un mistero tutto da svelare, che promette di cambiare la percezione di questa regione.
Gli alberi monumentali del Friuli Venezia Giulia
La Regione ha censito e tutela oltre 1.500 alberi monumentali, quasi un terzo del totale nazionale, e ha istituito l’elenco degli alberi “notevoli”, destinati a diventare monumentali.
In attesa dell’approvazione della legge sui boschi monumentali al Senato, la Giunta regionale ha annunciato l’intenzione di inserire alcuni boschi regionali negli elenchi nazionali. Tra questi, il bosco di Gorizia con castagni secolari, il Farneto di Trieste, il bosco di Timau con faggi protetti e quello di Paularo, dove è stato certificato un abete bianco da record.
Si trova in Friuli ed è la più alta d’Italia: la scoperta da record
L’albero più alto del Friuli Venezia Giulia è un abete bianco nel bosco tra Paularo e il Consorzio Boschi Carnici, che supera i 45 metri. Recentemente certificato, è anche la pianta autoctona più alta d’Italia, con 53,34 metri di altezza, e il terzo esemplare più grande d’Italia, dopo due piante non autoctone.
Con una circonferenza di 3,32 metri e un’età stimata di oltre 200 anni, è stato ribattezzato “La Dane” e riconosciuto come albero monumentale secondo la legge nazionale 10 del 2013 e la legge regionale 9 del 2007.