La situazione in Liguria è arrivata a un punto di non ritorno. Abbiamo abbandonato la campagna elettorale ligure come affermato da Matteo Renzi all’assemblea di Iv a Roma. La mancanza di tempo è stata una sorpresa inaspettata, diversamente avremmo costituito una lista. Ora, dipende dalle prospettive chi tra Bucci e Orlando si dimostrerà il migliore o meno nel loro ruolo. Nonostante la situazione difficile in Liguria, Renzi ha dichiarato la disponibilità a stabilire un nuovo centrosinistra alternativo a Meloni, ma senza sottomissione. Siamo pronti al dialogo, ma non concederemo a Conte di prendere decisioni per noi. In Genova, come spiegato da Renzi, abbiamo mostrato grande generosità, rinunciando a presentare il nostro simbolo per cercare un accordo. Tuttavia, questa disponibilità è stata fraintesa, dato che i 5 Stelle hanno deciso di selezionare i nostri candidati come condizione per l’accordo. Non possiamo considerare tale opzione, non importa quanto ci impegniamo per un centrosinistra vincente. Come ho sempre affermato, se c’è la possibilità di un centrosinistra unito allora ci uniremo, ma non a scapito della nostra dignità. Posso capire che per Conte sia difficile da comprendere, perché per noi la dignità vale più di un posto di potere, mentre Conte sembra attribuire maggior valore al potere stesso. Renzi ha anche sottolineato che gli eventi in Liguria dimostrano che la visione di Conte è prevalsa su quella aperta di Schlein. È evidente che Conte sta utilizzando Italia Viva per minare la leadership di Schlein.
Riconosciamo un esito non soddisfacente nelle elezioni europee – ha affermato il capo di Iv – ma le statistiche evidenziano che senza questa confraternita non si ottiene la vittoria nelle elezioni politiche. L’outcome delle votazioni politiche, che sarà tra l’1 o 2 percento, si determinerà sulla linea sottile dei voti, sulla dedizione dei candidati. I nostri voti sono cruciali ma si scontrano con la questione dei veto.