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Processo per il rapimento di Cristina Mazzotti: testimonianze strazianti

Immagine del processo di rapimento di Cristina Mazzotti

La corte d'Assise ascolta i familiari di Cristina Mazzotti, rapita e uccisa nel 2006.

Il dramma di una famiglia

Questa mattina, a Como, si è svolta una nuova udienza del processo che vede coinvolti tre imputati accusati di essere i mandanti del rapimento di Cristina Mazzotti, una giovane donna rapita a Eupilio nel 2006 e ritrovata morta in una discarica di Galliate. La corte d’Assise ha ascoltato le testimonianze strazianti dei familiari di Cristina, che hanno rivissuto momenti di profonda sofferenza e angoscia.

Le parole di Vittorio Mazzotti

Vittorio Mazzotti, fratello di Cristina, ha condiviso il dolore della famiglia, ricordando il giorno in cui ricevettero la terribile notizia della morte della sorella. “Era il compleanno di nostra madre, un giorno che avrebbe dovuto essere di festa si è trasformato in un incubo”, ha dichiarato, visibilmente commosso. La famiglia, dopo il rapimento, ricevette una richiesta di riscatto di ben 5 miliardi di lire, una somma che il padre non poté permettersi di pagare. Le minacce degli aggressori, che promettevano di restituire Cristina in condizioni terribili, hanno segnato un momento di grande tensione e paura.

La testimonianza di Marina Mazzotti

Marina Mazzotti, sorella di Cristina, ha descritto la disperazione dei genitori al momento della scoperta del ritrovamento del corpo. “Ricordo la scena straziante di mio padre e mia madre a letto, incapaci di reagire. Io e mio fratello cercavamo di consolarli, ma non c’era nulla che potesse alleviare il loro dolore”, ha raccontato. La testimonianza di Marina ha messo in luce non solo il dramma personale della famiglia, ma anche l’impatto devastante che un crimine così efferato può avere su una comunità intera.

Il processo e gli imputati

Gli imputati, Giuseppe Calabrò, Antonio Talia e Demetrio Latella, sono accusati di aver orchestrato il rapimento. Calabrò, noto con il soprannome di “u’ duttiricchiu”, e Talia, sono entrambi originari della Calabria. Latella, il cui DNA è stato trovato sulla Mini Cooper utilizzata per il rapimento, è stato identificato solo nel 2006, dopo anni di indagini. Il quarto imputato, Giuseppe Morabito, è deceduto lo scorso novembre, ma il processo continua con la speranza di fare giustizia per Cristina e la sua famiglia. La prossima udienza è fissata per il 16 aprile, quando Calabrò sarà chiamato a testimoniare.