La morte del bracciante indiano, 31enne, è avvenuta a seguito di un incidente sul lavoro il 17 giugno scorso nelle campagne dell’Agro Pontino. Il datore di lavoro, Antonello Lovato, è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale. In queste ore è iniziato il processo e l’uomo ha rilasciato dichiarazioni spontanee in aula.
La morte del bracciante indiano Satnam Singh
I fatti, accaduti tra Borgo Santa Maria e Cisterna, risalgono al 17 giugno dell’anno passato.
Secondo le indagini, Satnam sarebbe rimasto intrappolato in un rullo trainato da un trattore, che gli ha amputato il braccio destro e schiacciato le gambe. Dopo l’incidente, l’uomo sarebbe stato trasportato a casa e abbandonato lì dal datore di lavoro, senza che venissero allertati i soccorsi. Nel frattempo, l’arto amputato sarebbe stato poggiato su una cassetta per la raccolta degli ortaggi.
Durante la manifestazione davanti al tribunale, Ramish Kamal, collega del bracciante deceduto, ha raccontato di quel giorno. Ha spiegato che aveva terminato il lavoro un’ora prima di Satnam e di aver ricevuto una telefonata che lo informava di un incidente in cui l’uomo si era fatto male. Quando è arrivato a casa di Satnam, lo ha trovato a terra con il braccio nella cassetta, comprendendo subito la gravità della situazione. Non riuscendo a scambiare neanche due parole con lui, ha aggiunto che il bracciante respirava appena, ma non parlava più.
Inizia il processo per la morte del bracciante indiano Satnam Singh: la confessione del datore di lavoro in aula
Saranno circa 30 i testimoni che compariranno davanti ai giudici durante il processo, e numerosi quelli che si costituiranno parte civile, tra cui i Comuni di Latina e Cisterna, l’associazione Libera, il segretario della Cgil Maurizio Landini, nonché i due fratelli di Satnam Singh e il presidente della Comunità degli Indiani nel Lazio.
“Ho trovato Satnam lì e ho perso la testa: non ero io. Non ho mai voluto la sua morte. La notizia della sua scomparsa due giorni dopo l’incidente mi ha distrutto. Non c’è giorno che non pensi a lui e alla sua famiglia. Sarò sempre vicino alla moglie di Satnam”, ha dichiarato il datore di lavoro.
Il processo è cominciato ieri davanti ai giudici della Corte d’Assise di Latina, e la prossima udienza è fissata per il 27 maggio.
“Inutile che nasconda la paura per questo processo dell’udienza. I miei avvocati mi hanno spiegato che sono qui con l’accusa di omicidio volontario, di aver ucciso un uomo. Questo non è vero”, ha aggiunto Antonello Lovato.