Roma, 4 apr. (Adnkronos) – Dopo settimane di tensioni nel Pd tra evocazione di congressi anticipati e chiarimenti, la segretaria Elly Schlein rimette in asse direzione di marcia e rapporti interni. L'occasione è l'intervento davanti ai deputati dem, riuniti in una due giorni di seminario, nell'evocativo Museo Cervi di Gattatico. Il passaggio forse più significativo in questo senso è quando la segretaria Pd si rivolge così ai suoi parlamentari: "Noi faremo tutte le discussioni, anche interne, che dobbiamo fare ma senza perdere di vista l'obiettivo: battere queste destre, che sono l'unico vero avversario", rilancia Schlein.
E ribadisce la sua ricetta per centrare l'obiettivo. "Testardamente unitaria" nello sforzo di costruire una coalizione alternativa. Netta dal punto di vista dell'identità e della proposta. "Questa destra non è imbattibile e noi la battiamo, non se li rincorriamo sul loro terreno o dove ci vogliono portare loro, ma portandoli dove loro non vogliono stare. Sul terreno sociale ed economico, dove non hanno risposte. E' lì che c'è lo spazio per i progressisti".
Sulla costruzione della coalizione la segretaria richiama -un "Pd che sta bene", rivendica – a un surplus di responsabilità. "Siamo testardamente unitari e abbiamo anche la responsabilità di esserlo, come prima forza di opposizione. Abbiamo la responsabilità di provare a tenere insieme, guidare", promuovere "battaglie comuni". E con questo spirito, dopo giorni di silenzio, Schlein annuncia che una delegazione del Pd parteciperà alla manifestazione di domani a Roma dei Movimento 5 Stelle. Ai cronisti che le chiedono se anche lei ne farà parte, Schlein si limita a ribadire che ci sarà una delegazione. Non nasconde le differenze tra il Pd e la piazza pentastellata, ma parla di necessità di "ascolto" delle istanze di un "alleato": questa la definizione dritta che da Schlein del partito di Giuseppe Conte.
"Quando un nostro alleato -perché con il Movimento 5 Stelle governiamo comuni e regioni e siamo insieme nella sfida a Genova- va in piazza, al netto delle differenze, noi portiamo attenzione e ascolto perché siamo testardamente unitari", argomenta Schlein. E specifica: "Non siamo d'accordo su tutto ma ci sono molti punti comuni" come la "forte critica rispetto alla prospettiva di una corsa al riarmo dei singoli 27 stati dell'Ue e rispetto alle proposte della Commissione. Così come condividiamo la prospettiva di andare verso una difesa comune, un esercito comune europeo". Poi ci sono "punti di distanza. Penso a uno importante come il supporto dell'Ucraina, ma ci sono anche convergenze come sullo sforzo politico e diplomatico che vogliamo veder fare all'Ue sia in Ucraina che in Medio Oriente".
Ma il tema del giorno è e resta la questione dei dazi di Trump. E qui Schlein non si limita a ribadire le critiche a Giorgia Meloni che, "per non urtare Trump" ha lasciato "impreparata l'Italia" davanti a uno tsunami annunciato. Replica alla premier ("la nostra avversaria", la definisce parlando al Museo Cervi) quando minimizza la portata della mossa di Trump dicendo che "non è catastrofe". E poi ribatte a Meloni quando accusa le opposizioni di non avere proposte. Sul primo punto, il profondo rosso della Borsa di Milano oggi, offre alla segretaria un assist: "Ci ha spiegato che non è una catastrofe, che non bisogna abbandonarsi all'allarmismo. Ma lo deve spiegare a famiglie, imprese, mercati: oggi Piazza Affari ha visto un crollo come non si vedeva dall'11 settembre. Se Meloni voleva rassicurare i mercati, non mi pare ci stia riuscendo…".
E poi sulla mancanza di proposte delle opposizioni: "E' necessaria un risposta unitaria europea, mirata e proporzionata. E' necessario aprire nuove relazioni commerciali. E sul versante interno, è necessaria una risposta che tuteli imprese e famiglie, come ha fatto Sanchez in Spagna. Questo ci aspettiamo e questo proponiamo", ribatte la segretaria. Al contempo, incalza, "proponiamo di rilanciare il mercato interno e la domanda attraverso un intervento sui salari: incentivare il rinnovo dei contratti e approvare finalmente il salario minimo, chiesto da tempo da tutte le opposizioni. A proposito di proposte che Meloni non ha voluto ascoltare".