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**Pd: domani Direzione, da bollette a salari Schlein spinge su contro proposte dem**

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Roma, 26 feb. (Adnkronos) - Sì a una eventuale mobilitazione da verificare in che forme e modi, sì a evidenziare quello che non va nelle scelte del governo Meloni ma soprattutto spingere sulle contro proposte Pd sui temi sociali ed economici. "E' il tempo delle proposte"...

Roma, 26 feb. (Adnkronos) – Sì a una eventuale mobilitazione da verificare in che forme e modi, sì a evidenziare quello che non va nelle scelte del governo Meloni ma soprattutto spingere sulle contro proposte Pd sui temi sociali ed economici. "E' il tempo delle proposte", la linea in vista della Direzione dem di domani. Sul modello della diretta Instagram dell'altro giorno sulle proposte contro il caro bollette. Proposte offerte anche alla maggioranza, visti i ritardi in materia del governo Meloni. Questo il terreno insomma su cui intende battere Elly Schlein, si apprende da fonti parlamentari dem.

Caro vita, caro energia, politiche industriali (la segretaria ne parlerà anche ad un seminario, organizzato da Paola De Micheli, con Paolo Gentiloni a metà marzo) insieme a 'classici' come la difesa della sanità pubblica e salari. Spingere sulle controproposte. Anche sulla sicurezza. Tema di cui si è iniziato a parlare in una prima riunione con i sindaci Pd a inizio febbraio, incontro nel quale la segretaria ha delineato un "modello alternativo alla propaganda delle destra", fatto di prevenzione e non solo di repressione.

Alla riunione di domani intanto si arriva con un epilogo 'distensivo' sulla pdl Cisl sulla partecipazione: i dem hanno deciso di astenersi (era la soluzione caldeggiata dall'area riformista) dopo che la maggioranza ha accolto degli emendamenti soppressivi presentati dal capogruppo in commissione Lavoro, Arturo Scotto. Ma per un capitolo che si chiude, se ne apre un altro. Tra i punti all'ordine del giorno infatti dovrebbe esserci anche quello sui referendum, Jobs Act compreso. Schlein ha già detto che li sosterrà, avendoli firmati. Parte dei dem però – diversi votarono la riforma ai tempi di Matteo Renzi – hanno già fatto sapere che non saranno della partita. "Non chiedo abiure", ha risposto nei giorni scorsi Schlein a chi le chiedeva delle divisioni tra i dem sul Jobs Act.

Anche se c'è chi ricorda, nella maggioranza dem, che tutti i parlamentari Pd sono stati eletti con un programma – nel 2022, segretario Enrico Letta – in cui uno dei punti era proprio il superamento del Jobs Act. "Schlein può dare linea prevalente ma riconoscendo che vi sono altre posizioni", si dice nell'area riformista. Potrebbe esserci un upgrade di confronto (se ne è già parlato ieri in segreteria) prima della Direzione di domani.

All'odg della riunione di domani ci sarà poi ovviamente il 'macro' capitolo della politica estera tra sostegno all'Ucraina, difesa comune europea, Trump, linea del governo Meloni che la segretaria sollecita a scegliere tra il cappellino Maga e la maglietta dell'Ue mentre sottolineando le divisioni all'interno del centrodestra. Ne parlava ieri in Transatlantico, dopo le dichiarazioni di voto sulla sfiducia a Daniela Santanchè, evidenziando le crepe nel centrodestra, dalla valutazione del voto in Germania alla questione del possibile impegno di truppe sotto egida Onu.

Sulla difesa comune, la posizione di Schlein è che vada inquadrata in una cornice strategica. "Vogliamo discutere di difesa davvero comune? Io non credo che anche le altre forze progressiste abbiano mai messo in discussione la prospettiva di una difesa comune. Dobbiamo discutere -ha detto in tv nei giorni scorsi- di come si fa e siamo d'accordo nel dire che non equivale a una corsa al riarmo di ogni singolo stato Ue". In quella stessa occasione, la segretaria Pd mise anche un fermo sulle dichiarazioni di Giuseppe Conte su Trump. "Noi siamo testardamente unitari pur nelle nostre differenze ma serve chiarezza: se andiamo al governo insieme non è possibile considerare Trump niente di vicino ad un alleato. Su questo bisogna essere chiari". Oggi tutte le forze politiche di opposizione hanno duramente condannato Trump per lo scioccante video, ripostato sui social, sulla 'Mar-a-Gaza' immaginata dall'intelligenza artificiale.