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Omicidio Garlasco, analizzata la spazzatura dei Poggi: la svolta è vicina?

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Omicidio Chiara Poggi, analizzata la spazzatura: cosa sta emergendo?

Le ultime indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, hanno portato la Procura di Pavia a esaminare anche la famiglia della vittima. Come riporta l’Adnkronos, negli atti di cui è in possesso vi sono cinque verbali con l’elenco dei reperti che sono stati acquisiti e catalogati dai militari su richiesta della Procura e consegnati, tra il novembre e il dicembre 2023, al laboratorio di genetica forense dell’Università di Pavia. In uno dei verbali si legge che il 20 novembre 2023, trascorsi 16 anni dall’omicidio, alla famiglia Poggi sarebbe stata sottratta della spazzatura.

Omicidio Garlasco, spazzatura dei Poggi al setaccio

Il reperto è stato catalogato come “numero 4 mozziconi di sigaretta MS prelevati dal sacchetto della spazzatura presso l’abitazione di via Pascoli di Garlasco (presso abitazione famiglia Poggi)”. Questa nuova acquisizione si affianca ad altri campioni genetici, tra cui la traccia rinvenuta sulla maniglia dell’auto di Sempio e vari oggetti appartenenti a lui o a suoi familiari, e ci si spinge fino a casa della vittima. Eppure i genitori di Chiara, Rita Preda e Giuseppe Poggi, insieme al fratello minore Marco erano in vacanza in Trentino il giorno dell’omicidio, e la traccia genetica di Giuseppe Poggi è già dal 2007 a disposizione degli investigatori. I risultati del confronto tra il DNA maschile estratto da questi reperti e quello trovato sotto le unghie della vittima hanno dato due risultati: uno certo, l’altro parziale che sarà ora al centro dell’incidente probatorio.

Le analisi del genetista

Stando alle analisi del genetista Carlo Previderé, si è nuovamente escluso la presenza sulle unghie di Chiara Poggi del Dna del padre, e stabilito la “compatibilità” tra il materiale genetico trovato sulle unghie della vittima e quello della persona identificata dalla difesa di Alberto Stasi come Andrea Sempio. Si parla solo di presunto match perché la Procura ha mai avuto un Dna ‘ufficiale’ del sospettato, sebbene si sia servita di quello fornito dalle indagini difensive del condannato. La recente acquisizione del DNA di Sempio, avvenuta attraverso un tampone lo scorso marzo, permetterà ora un confronto più diretto. La consulenza di Previderè, però, dice anche un’altra cosa difficilmente superabile da qualsiasi analisi: il cromosoma Y individuato sotto le unghie di Chiara non appartiene a un individuo specifico, ma a un’intera linea paterna e che quindi caratterizza nello stesso modo tutti i parenti di quel ramo. Un elemento insufficiente per provare a insinuare dubbi sulla presenza di un possibile complice nel delitto per cui è stato condannato Alberto Stasi.