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Nuove scoperte nel caso di Chiara Poggi: analisi genetiche rivelatrici

Analisi genetiche nel caso di Chiara Poggi

Le recenti indagini rivelano collegamenti sorprendenti tra il Dna di Andrea Sempio e la vittima.

Il contesto delle indagini

Il caso di Chiara Poggi, la giovane studentessa assassinata nel 2007, continua a suscitare interesse e preoccupazione. Recenti sviluppi nelle indagini hanno portato alla luce nuove evidenze genetiche che potrebbero cambiare il corso della vicenda. La Procura di Pavia ha riaperto l’inchiesta su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, dopo che una consulenza della difesa di Alberto Stasi, già condannato per l’omicidio, aveva suggerito la possibilità di una revisione del processo. Le analisi condotte sui campioni biologici prelevati dai margini ungueali di Chiara hanno rivelato risultati sorprendenti.

Le analisi genetiche

Secondo i consulenti della Procura, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, uno dei cinque aplotipi ottenuti dalle unghie di Chiara risulta compatibile con il profilo genetico di Andrea Sempio. Questo dato è di fondamentale importanza, poiché suggerisce un possibile legame tra Sempio e la vittima, che potrebbe rivelarsi cruciale per le indagini. Le analisi hanno escluso la compatibilità con il profilo di Stasi, ma hanno confermato che il Dna di Sempio è perfettamente sovrapponibile a uno dei campioni prelevati.

Le implicazioni legali

Queste nuove evidenze genetiche hanno portato la Procura a richiedere un incidente probatorio, che sarà condotto da un perito terzo, Emiliano Giardina. L’udienza è stata fissata per il 9 aprile, e in essa si discuterà dell’incarico e dei quesiti da porre. Le analisi dovranno includere confronti con il Dna di altri soggetti maschili che frequentavano la villetta di Garlasco, dove è avvenuto il delitto. Questo sviluppo potrebbe avere ripercussioni significative sul caso, riaccendendo l’attenzione pubblica e mediatica su una vicenda che ha segnato profondamente la comunità.