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Mafia cinese, alleanza con camorra e 'ndrangheta da Prato a Gioia Tauro

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Il magistrato Luca Tescaroli spiega la crescente influenza della mafia cinese in Italia, dal traffico di droga al mercato del falso, con connessioni con la camorra e la 'ndrangheta

Secondo Luca Tescaroli, procuratore di Prato, la mafia cinese è un fenomeno crescente e pericoloso che ormai ha radici profonde in Italia. Dai porti di La Spezia e Gioia Tauro fino a Milano e la Chinatown di Prato, le organizzazioni cinesi operano con metodi sofisticati. In un’intervista al Corriere della Sera, Tescaroli ha delineato come la mafia cinese non sia un’entità isolata, ma si relazioni anche con altre organizzazioni criminali, come ‘ndrangheta, camorra, e Sacra corona unita, e si estenda anche a gruppi criminali albanesi.

Contraffazione e falso Made in Italy, un mercato da 5 mld di euro

Il mercato del falso in Italia, legato soprattutto alla produzione e distribuzione di falsi marchi cinesi, genera un giro d’affari stimato in oltre 5 miliardi di euro, pari al 2,5% delle entrate tributarie italiane. Tescaroli sottolinea come le merci provenienti dalla Cina arrivino tramite porti strategici come il Pireo e Gioia Tauro, per poi essere trasferite in Ungheria e altri Paesi europei, grazie a società schermo che permettono l’evasione fiscale.

Il procuratore ha anche rivelato come la mafia cinese sia in grado di instaurare rapporti corruttivi anche con funzionari pubblici italiani. Il caso di un colonnello dei carabinieri arrestato per collusione con la mafia cinese a Prato evidenzia la capacità di infiltrarsi nei meccanismi di controllo. Inoltre, Tescaroli ha evidenziato come le norme anticorruzione in Italia non siano applicabili ai cinesi, portando a una proposta politica per istituire una DDA(Direzione Distrettuale Antimafia) a Prato, una proposta che ha il suo sostegno.