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Lula chiede a Trump di non ostacolare il voto in Brasile

Lula chiede a Trump di non ostacolare il voto in Brasile

Lula si prepara a un discorso all’ONU per chiedere a Trump di non intromettersi, mentre il voto di ottobre si avvicina con un duello serrato contro Flavio Bolsonaro.

Le elezioni presidenziali brasiliane si avvicinano con una suspense che ricorda i grandi duelli politici del passato. Il presidente in carica, Luiz Inácio Lula da Silva cerca un quarto mandato contro Flavio Bolsonaro figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni per il tentato colpo di Stato. Il clima è teso: da un lato, le dichiarazioni di Lula sulla necessità di proteggere la sovranità elettorale; dall’altro, le pressioni commerciali e diplomatiche provenienti dagli Stati Uniti.

In questo contesto, Lula ha annunciato che utilizzerà la sua partecipazione all’Assemblea Generale dell’ONU per rivolgersi direttamente a Donald trump e chiedergli di non interferire nelle elezioni brasiliane. L’affermazione è stata pronunciata a Ceilândia uno dei quartieri popolari di Brasilia durante una tappa della campagna elettorale. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Carlos Bicalho Cozendey ha precisato che, sebbene non sia prevista una riunione bilaterale esclusiva, i due capi di Stato potrebbero incrociarsi durante le sessioni consecutive dell’Assemblea.

Lula all’ONU: un appello contro l’interferenza americana

Il presidente ha dichiarato: “Andrò alla riunione dell’Onu per avere un colloquio con Trump e dirgli che non interferisca nelle elezioni in Brasile“. Questo invito nasce dopo che, a luglio, gli Stati Uniti hanno imposto due dazi del 25% sui prodotti brasiliani, una misura che Lula ha definito un chiaro tentativo di influenzare l’esito elettorale.

La tensione è iniziata con un primo aumento dei dazi in risposta a un procedimento per un presunto tentato colpo di Stato che coinvolgeva l’ex presidente Jair Bolsonaro.

Le ripercussioni economiche dei dazi USA

Gli da zi introdotti da Washington hanno colpito settori chiave dell’economia brasiliana, alimentando la narrazione di una interferenza politica oltre che commerciale. Oltre alla tariffa, gli USA hanno avviato un’offensiva contro il sistema di pagamenti digitale Pix definendolo una minaccia alla sicurezza finanziaria. Queste mosse, unite all’etichettatura di due grandi organizzazioni di narcotraffico come “organizzazioni terroristiche straniere”, hanno rafforzato la retorica di Lula sulla necessità di difendere l’indipendenza del Paese.

La sfida elettorale: Lula contro Flavio Bolsonaro

Secondo il sondaggio del Datafolha del 4 settembre, a un mese dal voto il presidente detiene il 38% delle intenzioni, mentre il senatore Flavio Bolsonaro raggiunge il 33%. Lo scarto di cinque punti si riduce a due in caso di ballottaggio, previsto il 25 ottobre. Il voto si prospetta quindi estremamente combattuto, con entrambi i candidati che puntano su temi diversi: Lula sulla lotta alla criminalità organizzata e l’autonomia economica, Bolsonaro su un forte legame con gli Stati Uniti e una politica di “pugno di ferro”.

Nuovi dati Nexus: Lula in leggera ripresa

Un’indagine commissionata da Btg Pactual e condotta da Nexus mostra una leggera ripresa per Lula: al primo turno del 4 ottobre il suo consenso sale al 42%, contro il 37% di Flavio Bolsonaro, rispetto a 39% e 35% nella rilevazione precedente. Anche nelle ipotesi di secondo turno, Lula passa dal 45% al 47% contro il 46% di Bolsonaro, mantenendo una posizione di parità tecnica. Altri candidati, come Augusto Cury registrano un calo, mentre Ronaldo Caiado guadagna qualche punto.

Il panorama elettorale è segnato da un alto tasso di rigetto: il 47% degli intervistati dice di non votare per Bolsonaro, mentre il 45% esprime lo stesso scetticismo verso Lula. Questo disincanto riflette una profonda divisione tra le aree tradizionalmente di sinistra del Nordeste e le zone più affluenti del Sud come São Paulo e Rio de Janeiro. Tuttavia, Lula ha conquistato anche il voto di Minas Gerais dimostrando una capillare diffusione del suo sostegno.

Oltre alle dinamiche interne, le elezioni brasiliane hanno un peso geostrategico per l’America Latina. Un eventuale successo di Lula potrebbe consolidare una rotta progressista nel continente, mentre una vittoria di Flavio Bolsonaro rafforzerebbe l’influenza degli Stati Uniti nella regione, in un contesto in cui i Paesi vicini – Argentina, Perù e Colombia – stanno già assistendo a una deriva verso la destra. La decisione di ottobre sarà quindi cruciale sia per il futuro interno del Brasile che per l’assetto geopolitico sudamericano.

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