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La lotta per la salute dei lavoratori dell'acciaio a Taranto

Manifestazione per la salute dei lavoratori dell'acciaio a Taranto

Un operaio racconta la sua esperienza tra malattia e attese per cure adeguate

Un dramma silenzioso tra i lavoratori

Piero Vernile, 46 anni, è un operaio che da 26 anni lavora nelle Acciaierie d’Italia, ex Ilva. La sua storia è un esempio emblematico delle difficoltà che molti lavoratori del settore acciaio affrontano quotidianamente. Negli ultimi anni, Piero ha dovuto combattere contro gravi problemi di salute, tra cui la diagnosi di due tumori benigni a un polmone e noduli sotto l’ascella destra. La sua esperienza mette in luce non solo le sfide personali, ma anche un sistema sanitario che sembra non rispondere adeguatamente alle esigenze dei cittadini.

Attese inaccettabili per esami medici

Il 28 marzo, Piero ha prenotato due risonanze magnetiche presso l’ospedale di Castellaneta, attraverso il Cup di Palagiano. La risposta che ha ricevuto è stata sconcertante: l’appuntamento era fissato per due anni dopo. “Ero esterrefatto,” racconta Piero, evidenziando l’assurdità di dover aspettare così tanto per esami cruciali. La sua frustrazione è condivisa da molti altri cittadini di Taranto, che si trovano a dover affrontare lunghe attese per ricevere cure mediche essenziali.

Un appello per il diritto alla salute

Piero non si limita a lamentarsi della sua situazione personale; il suo intento è più ampio. “Non voglio solo una data per me, ma voglio il ripristino del diritto alla salute per tutti i cittadini di Taranto e provincia,” afferma con determinazione. La sua voce si unisce a quella di molti altri lavoratori che chiedono un cambiamento. La salute non dovrebbe essere un privilegio, ma un diritto fondamentale garantito a tutti. La situazione attuale solleva interrogativi sulla qualità dei servizi sanitari e sull’attenzione che viene riservata ai lavoratori esposti a rischi significativi per la loro salute.