Rho, 1 mar. (askanews) – L’innovazione sociale è un driver sempre più rilevante, non solo per il grande mondo del No Profit, ma per molti altri ambiti. Se ne è parlato nel corso del Social Innovation Campus di Fondazione Triulza, che a MIND ha portato migliaia di studenti, ma anche docenti universitari e studiosi.
“L’innovazione sociale in questo momento – ha detto ad askanews il professor Mario Calderini, del Politecnico di Milano, presidente del Comitato scientifico Social Innovation Academy di Fondazione Triulza – è in grande trasformazione, è un movimento che attraversa ormai non solo il cosiddetto Terzo settore, ma anche ll mondo profit perché tutte le organizzazioni si sentono in qualche modo chiamate, oltre alla loro missione di mercato ordinaria, anche a realizzare un impatto sociale ambientale positivo e importante. Quindi questo vuol dire che l’innovazione sociale ormai sta attraversando diversi settori ed è un’innovazione sociale che è interpretata dai soggetti del Terzo settore in particolare irrobustendosi managerialmente, acquisendo capacità tecnologiche e anche avvicinandosi un po’ alle risorse finanziarie”.
A emergere con forza è anche la profonda relazione tra l’innovazione sociale e la scienza.
“Quando innoviamo qualcosa dal punto di vista scientifico e tecnico – ha aggiunto il professor Giuseppe Testa, Head of Neurogenomics Human Technopole dell’Università degli studi di Milano – al contempo questo è anche un’innovazione sociale, sia perché determina i cambiamenti della società, ma anche perché se andiamo a guardare bene avviene sotto la spinta di una innovazione che molto spesso è prima di tutto sociale. Quindi invece di pensare come spesso ancora si fa che in qualche modo la scienza e la tecnica vada in avanti e poi in qualche modo la società rincorra, è molto più utile per pensare che queste due cose che noi in qualche modo per comodità distinguiamo sono in realtà un tutt’uno, è che quando andiamo a innovare scientificamente stiamo innovando anche socialmente ab inizio, proprio fin dai presupposti”.
In questa prospettiva la società appare più ricca, più viva e con più strumenti per affrontare le sfide del futuro.