> > Il governo sostiene il tetto sui costi della benzina: Eni e Ip limitano i prezzi

Il governo sostiene il tetto sui costi della benzina: Eni e Ip limitano i prezzi

Il governo sostiene il tetto sui costi della benzina: Eni e Ip limitano i prezzi

Meloni celebra il nuovo tetto ai prezzi dei carburanti, mentre Eni e Ip puntano a proteggere il potere d'acquisto dei cittadini.

Il 27 settembre 2026 la Governo italiano ha assistito a un segnale inaspettato dal settore energetico: per la prima volta, due dei più grandi distributori di carburanti hanno deciso di imporre un tetto volontario ai prezzi su tutto il territorio nazionale.

Eni fissa un tetto ai prezzi della benzina

Eni, che gestisce quasi quattro mila punti vendita e controlla poco meno del 20 % della rete di rifornimento italiana, ha annunciato un tetto di 30 giorni sui prezzi della benzina, fissando il limite a 1,99 euro al litro.

La decisione arriva in un contesto di forte pressione sul potere d’acquisto delle famiglie, dopo che il prezzo medio della benzina ha toccato 2,158 euro al litro a livello nazionale.

Ip segue l’esempio di Eni

Poco dopo, la controllata azera Socar che gestisce il marchio Ip, ha dichiarato di adottare lo stesso criterio di contenimento dei prezzi, estendendolo a ben 4 500 stazioni di servizio sparsi per l’Italia.

Con questa mossa, gli Operatori di Ip si posizionano al di sopra dei piccoli distributori, creando un effetto a catena che potrebbe incoraggiare altri player del mercato.

Dati dei prezzi dopo la riduzione delle accise

Contestualmente, il Governo ha dimezzato lo sconto sulle accise del diesel, portandolo da 12,2 a 6,1 centesimi per litro.

Nonostante la riduzione, il prezzo medio del gasolio è salito a 2,357 euro al litro, con picchi oltre i 2,4 euro nelle aree urbane e in autostrada.

Reazioni politiche e prospettive di mercato

La premier giorgia meloni ha ringraziato il presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev e il dirigente di Socar, Rovshan Najaf per il sostegno che ha rafforzato la collaborazione bilaterale. In un comunicato, Meloni ha ribadito che “il governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto” in una fase internazionale complessa.

All’interno del dibattito politico, la Lega ha proposto di tassare gli extraprofitti dei colossi petroliferi che non aderiranno a misure analoghe, mentre Forza Italia, tramite il segretario Antonio Tajani, ha definito tali interventi “dirigisti” e ha sottolineato che il mercato deve guidare le decisioni. La critica della Lega richiama il caso francese in cui Total Energy ha calmierato il prezzo della benzina, ma gli altri operatori non hanno seguito l’esempio.

Altri gruppi potrebbero seguirne l’esempio?

Il direttore di Eni, Claudio Descalzi ha affermato: “Altri colossi si uniranno all’Eni. È la logica del mercato. Altrimenti a chi la vendono la benzina?” La speranza della premier è che anche i restanti attori, come Q8, Esso e Tamoil, possano adottare una politica simile. L’Associazione dei distributori indipendenti (Assopetroli) ha convocato un comitato di emergenza per valutare le possibili ripercussioni sulla concorrenza.

In definitiva, la scelta di Eni e Ip rappresenta un tentativo concreto di alleviare il carico dei consumatori, ma il futuro dipenderà dalla capacità di trasformare questo gesto volontario in una prassi condivisa dal resto del mercato italiano.

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