Guerra in Ucraina, razzi sulla stazione di Kramatorsk durante l’evacuazione dei civili

Un'altra strage di civili nello snodo ferroviario per fuggire ad ovest di Kramators: nessuna tregua in Ucraina.

La guerra in Ucraina è un orrore senza fine: dopo le stragi di Bucha e di Borodyanka, intorno alle 9.45 di venerdì 8 aprile alcuni razzi si sono abbattuti sulla stazione ferroviaria di Kramatorsk durante l’evacuazione dei civili.

Secondo una prima ricostruzione almeno due missili Iskander sarebbero piombati in mezzo ai passeggeri e avrebbero fatto decine di morti ed oltre 100 feriti, ma la conta dell’orrore è purtroppo ancora in corso. Una prima conferma era partita ad opera della compagnia ferroviaria statale ucraina, citata dal Guardian.

Guerra in Ucraina, razzi sulla stazione: è strage

Attualmente lo snodo di Kramatorsk viene utilizzato allo scopo preciso e già definito di evacuare i civili dalle aree dell’Est del Paese che sono colpite dalle forze aeree e corazzate di Mosca. Il Corsera spiega che un cronista di France Presse sul posto ha riferito “di aver visto i corpi di almeno 20 persone in sacchi per cadaveri e ha affermato che centinaia di persone erano assiepate nella stazione nella speranza di riuscire a lasciare la città”.

Di fatto Kramatorsk si trova sulla direttrice delle nuove offensive che la Russia sta approntando per la prossima settimana.

“Decine di morti ed oltre 100 feriti a terra”

La conferma non ufficiale della strage è arrivata intorno alle 11.00 con una serie di foto agghiaccianti a corredo delle quali Max Kidruk scrive: “I russi colpiscono la stazione ferroviaria di Kramatorsk con gli Iskander: sono state uccise decine di civili che stavano scappando dalla città e ci sono più di 100 feriti”.

Poi in chiosa: “La russia (si, senza la maiuscola secondo l’uso ormai comune degli ucraini -ndr) è uno stato terrorista, peggio dell’Isis”.

“Per i bambini”

Sul missile che ha colpito la stazione ci sarebbe stata la scritta “за детей”, ovvero “per i bambini”. Almeno due minori sarebbero stati uccisi nell’attacco.