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Furto in casa di Chiara Nasti e Mattia Zaccagni: rubati ancora Rolex e gioielli

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La denuncia di furto da parte di Chiara Nasti e Mattia Zaccagni coinvolge la loro ex colf, accusata di rubare oggetti di lusso e utilizzarli sui social. Le indagini sono ancora in corso.

Un’accusa di furto e un licenziamento che ha fatto discutere, scatenando polemiche e interrogativi. Il calciatore della Lazio, Mattia Zaccagni, e sua moglie, l’influencer Chiara Nasti, hanno denunciato la loro ex colf, sospettata di aver sottratto gioielli e abiti dalla loro abitazione.

Chiara Nasti e Mattia Zaccagni: furto e scandalo, la colf accusata di usare gioielli per i social

Un caso che ha attirato l’attenzione non solo per il valore degli oggetti scomparsi, ma per il comportamento insolito della donna, che pare abbia utilizzato i beni della coppia per esibirli sui social.

Cosa sarebbe accaduto? Secondo le ricostruzioni, la collaboratrice domestica avrebbe approfittato della sua posizione per accedere ai guardaroba e ai gioielli dei suoi datori di lavoro, utilizzandoli per scattarsi fotografie da pubblicare online… Tra gli oggetti comparsi nei suoi scatti, anche un prezioso anello di rubini, poi misteriosamente scomparso. Una vicenda che ha lasciato perplessi gli inquirenti, vista la disinvoltura con cui la donna avrebbe utilizzato oggetti di lusso appartenenti alla coppia.

La scoperta delle sue attività, come riporta Leggo.it, ha portato al licenziamento immediato. «Ogni volta che uscivamo, lei faceva il suo show», hanno raccontato Chiara Nasti e Mattia Zaccagni agli investigatori, sottolineando come l’abitazione si trasformasse in un set fotografico ogni volta che rimaneva incustodita. La vicenda non si è chiusa con l’allontanamento della colf. Pochi giorni prima e poco dopo il licenziamento, la villa della coppia è stata colpita da due furti significativi, con la sottrazione di gioielli, orologi di lusso, borse e contanti.

Chiara Nasti e Mattia Zaccagni: furto sospetto, la ex colf accusata di rivendere oggetti rubati

I sospetti si sono concentrati sulla ex dipendente, anche a causa di un dettaglio emerso durante le indagini: la donna gestiva un negozio di abbigliamento di seconda mano. Una coincidenza che ha alimentato il timore che gli oggetti sottratti potessero essere stati rivenduti attraverso la sua attività. «Abbiamo pensato che rivendesse i nostri vestiti», hanno riferito Chiara Nasti e Mattia Zaccagni, convinti di essere stati derubati da chi avrebbe dovuto tutelare la loro casa.

Le indagini sono in corso. Perquisizioni e accertamenti non hanno portato al recupero degli oggetti rubati, lasciando aperti interrogativi sulla dinamica dei furti e sul ruolo della donna nella vicenda. Gli investigatori continuano a esaminare le prove, mentre la coppia attende risposte su una vicenda che ha messo in discussione la fiducia riposta nella propria collaboratrice domestica.