> > Fiere: al via a Bologna la quarta edizione della Fiera del Cicloturismo

Fiere: al via a Bologna la quarta edizione della Fiera del Cicloturismo

default featured image 3 1200x900

Roma, 4 apr. (Labitalia) - Con il simbolico taglio del nastro alla presenza di Mattia Santori, presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena, Simona Larghetti, consigliera comunale di Bologna, Claudio Mazzanti, consigliere comunale di Bologna, e Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Ciclotu...

Roma, 4 apr. (Labitalia) – Con il simbolico taglio del nastro alla presenza di Mattia Santori, presidente del Territorio Turistico Bologna-Modena, Simona Larghetti, consigliera comunale di Bologna, Claudio Mazzanti, consigliere comunale di Bologna, e Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo, ha preso ufficialmente il via in piazza Lucio Dalla, a Bologna, l'edizione 2025 della Fiera del Cicloturismo, organizzata da Bikenomist, l’evento di riferimento per il turismo in bicicletta, che per tre giorni trasforma Bologna nel cuore pulsante del settore. Tra innovazione, sostenibilità e nuove opportunità di sviluppo, l’edizione di quest’anno si preannuncia ricca di spunti per operatori, viaggiatori e appassionati delle due ruote italiani ed esteri.

Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo, ha dichiarato "La Fiera del Cicloturismo 2025 è più di un evento: è un punto di riferimento per il turismo su due ruote a livello nazionale e internazionale. Ogni anno crescono l’interesse, gli investimenti e la consapevolezza del valore che la bicicletta può avere nel ripensare il turismo in chiave sostenibile. Bologna e l’Emilia Romagna, con la loro anima accogliente e innovativa, sono il luogo perfetto per ospitare questa manifestazione, che porta a dialogare insieme istituzioni, operatori, esperti del settore e appassionati. Questa edizione è un invito a scoprire nuove destinazioni e tendenze, a costruire reti e a tracciare il futuro del cicloturismo con visione e concretezza. Pedaliamo insieme verso un turismo più sostenibile, inclusivo e ricco di opportunità”.

La giornata inaugurale si è aperta con il Forum del Cicloturismo, momento centrale della manifestazione, punto di incontro e confronto tra gli operatori e professionisti del settore. Attraverso panel di alto livello, studi di settore e best practice nazionali e internazionali, il Forum si conferma come il luogo dove prende forma l’avvenire del turismo in bicicletta. In mattinata durante il convegno sono stati affrontati e approfonditi temi chiave sullo stato dell’arte e sul futuro del cicloturismo tra opportunità, investimenti, dati e nuovi trend.

Spunti interessanti su come il settore stia evolvendo e sul ruolo degli eventi come catalizzatori per trasformare territori in destinazioni cicloturistiche di successo, sono emersi in occasione del panel 'I trend del Cicloturismo e il potere degli eventi'. Riflettori accesi su tre nuove tendenze chiave: il crescente aumento delle donne, in particolare over 40, che si avvicinano al cicloturismo con un approccio non competitivo, ma orientato alla scoperta autentica e alla connessione con le comunità locali; la riscoperta di destinazioni insolite e meno battute, che favorisce lo sviluppo sostenibile dei territori, generando un impatto positivo sulle economie locali e allontanandosi dai classici itinerari stagionali e infine, il boom del gravel cycling che segna il ritorno all’avventura: sentieri e strade bianche diventano il nuovo terreno di gioco per chi cerca libertà e itinerari immersi nella natura, lontano dalle strade ad alto tasso di motorizzazione. Un quadro che conferma come il cicloturismo non sia solo un modo di viaggiare, ma una vera leva per trasformare territori in destinazioni sostenibili e rigenerative.

Il cicloturismo è in forte crescita con l’Europa in prima linea a guidare la trasformazione. L’Unione Europea punta infatti sulla bicicletta come leva strategica per la sostenibilità per raggiungere gli Obiettivi del Millennio. Nel panel 'Il Cicloturismo e la Dichiarazione europea sulla ciclabilità: come non perdere il treno', è stata presentata un’analisi approfondita sul futuro della ciclabilità in Europa. Negli ultimi anni il cicloturismo si è affermato come un settore in forte crescita e le testimonianze confermano il grande potenziale che l’Italia può ancora esprimere. A livello europeo, esiste già una struttura importante: la rete Eurovelo, composta da 17 ciclovie che attraversano tutto il continente tra cui l’Italia. Tuttavia, è emerso con chiarezza che Eurovelo da solo non basta per l’Italia: rappresenta un buon inizio, ma serve una visione più ampia e una strategia concreta per valorizzarlo.

Anche l’Unione Europea ha riconosciuto ufficialmente la bicicletta come elemento strategico per la mobilità e per lo sviluppo economico. Le tipologie di cicloturismo sono molteplici e rispondono a esigenze di un pubblico sempre più ampio e diversificato: c’è chi viaggia per sport, chi per passione, chi cerca esperienze culturali, enogastronomiche o naturalistiche.In questo contesto, l’Italia ha tutte le carte in regola per diventare un punto di riferimento europeo, con paesaggi unici, attrazioni culturali, territori ideali da percorrere in bici. Ma per far crescere davvero il settore, serve colmare diverse lacune: più infrastrutture dedicate, una strategia nazionale condivisa, comunicazione mirata e raccolta dati.

Un altro punto fondamentale emerso riguarda l’importanza dell’integrazione tra treno e bicicletta. Come evidenziato da Trenitalia, l’offerta di posti bici su treni regionali e Intercity è in continua espansione, grazie anche ai fondi del Pnrr. Oggi è possibile prenotare il proprio posto bici direttamente al momento dell’acquisto del biglietto, con un supplemento simbolico di 3 euro, spesso gratuito. Nel 2023 sono state trasportate oltre 43.000 biciclette sui treni, segno di un trend in crescita visto che nel 2021 erano state registrate 11.700. Ogni bici caricata su un treno è una macchina in meno in circolazione, con benefici ambientali concreti: si stimano oltre 700 tonnellate di CO₂ risparmiate.

In conclusione, ciò che è emerso con forza è che il cicloturismo non può più essere considerato un fenomeno marginale. È una risorsa preziosa per il turismo, per l’ambiente, per lo sviluppo locale. Ma per sfruttarlo appieno servono: visioni chiare, investimenti, promozione e coordinamento tra istituzioni, operatori e territori. E soprattutto, serve guardare a chi ha già tracciato la strada, copiare il copiabile e adattarlo alle proprie peculiarità territoriali.

Dalle 9 alle 15, si è svolto il workshop internazionale 1:1 che ha visto la partecipazione di 115 operatori con 601 incontri fissati. L'evento ha coinvolto circa 70 seller e 40 buyer provenienti da 11 Paesi (Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Lituania, Norvegia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Spagna e Svizzera), offrendo un'opportunità di networking strategico per operatori italiani e internazionali. La presenza di professionisti del settore di diverse regioni italiane, tra cui Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto, conferma il forte interesse nazionale e internazionale per il cicloturismo.