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Le dichiarazioni del ministro Nordio
Le recenti affermazioni del ministro della Giustizia, Carlo Nordio, hanno suscitato un’ondata di indignazione e polemiche nel panorama politico italiano. Durante un convegno a Salerno, il ministro ha commentato i tragici eventi di femminicidio che hanno colpito il paese, citando i casi di Sara Campanella e Ilaria Sula, due giovani donne uccise in circostanze terribili. Nordio ha affermato che “alcune etnie non hanno la nostra sensibilità verso le donne”, un’affermazione che ha immediatamente sollevato critiche da parte di esponenti politici e associazioni per i diritti delle donne.
Le reazioni delle associazioni e della politica
La rete nazionale di centri antiviolenza Dire ha risposto con fermezza, sottolineando che le affermazioni del ministro non sono utili per affrontare il problema della violenza di genere. “Le parole sulla famiglia di origine del ragazzo non sono ciò di cui abbiamo bisogno per il cambiamento”, hanno dichiarato, evidenziando la necessità di un approccio più profondo e strutturato. Anche Actionaid ha criticato il governo per la mancanza di un piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne, scaduto nel 2023 senza essere sostituito.
Il contesto dei femminicidi in Italia
Secondo i dati del Viminale, i femminicidi in Italia sono in calo, con 17 omicidi di donne registrati nei primi tre mesi del 2025, una diminuzione del 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia, le critiche al ministro Nordio non si sono limitate alle sue affermazioni, ma si sono estese anche alla sua visione del problema. Molti politici, tra cui le deputate del Partito Democratico, hanno sottolineato che la maggior parte delle donne uccise in Italia lo sono da uomini italiani, e non da stranieri. “Non si fermano col razzismo i femminicidi”, hanno affermato, richiamando l’attenzione sulla necessità di affrontare il problema senza cadere in stereotipi e generalizzazioni.