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Vi siete mai chiesti che cosa vuol dire esattamente, qual è il significato del termine “eterosessuale“?
Eterosessuale, o etero, è un termine che oggi viene spesso usato in contrapposizione a omosessuale. È una parola impiegata di frequente in campo comportamentale e anche in campo medico. Ma che cosa significa esattamente?
Significato ed etimologia
Eterosessuale è una parola composta da “etero” e “sessuale”. Indica una persona che prova un’attrazione sessuale per soggetti di sesso opposto al proprio. Da qui, infatti, l’origine della parola. L’etimologia infatti è di origine greca, lingua in cui il termine “heteros” indica l’altro, il diverso. Il termine viene coniato da Karl-Maria Kertbeny, un letterato ungherese di lingua tedesca. Nel 1868 la usa in contrapposizione a “omosessuale”, a sua volta con un’etimologia di origine greca (“homos”, che significa uguale). Soltanto nell’anno successivo, però, sarà possibile trovarla in un testo scritto. Nel 1923 entra ufficialmente a far parte del Nuovo Dizionario Internazionale della Merriam-Webster, con la definizione di “passione sessuale morbosa per una persona del sesso opposto”.
Che cosa vuol dire eterosessuale e definizione di orientamento sessuale
L’eterosessualità è un orientamento sessuale, da non confondersi con l’identità sessuale di una persona . L’orientamento sessuale di una persona infatti indica non in quale genere ci si identifica, ma verso quale sesso prova attrazione. L’eterosessualità è quindi un’attitudine, una disposizione a provare attrazione sessuale nei confronti di persone del sesso opposto. Come tutti gli orientamenti sessuali, è un qualcosa di interno alle singole persone, e in base alle esperienze individuali si può manifestare in modi e tempistiche completamente differenti. Si tratta dell’orientamento sessuale prevalente statisticamente, sia tra gli esseri umani che tra gli animali, sicuramente per un motivo evolutivo: è solo infatti tramite un rapporto tra individui di sesso diverso che si può riprodurre la specie, ed è anche questo il motivo per cui viene considerato da molti conservatori l’orientamento sessuale “migliore”, quello più “naturale”. Questi argomenti ovviamente non convincono in ambito scientifico, sia perché il concetto di “migliore o peggiore” è un qualcosa di legato all’etica e alla morale, e quindi non applicabile in ambito naturalistico, sia perché anche gli altri orientamenti sono “naturali”, nel senso che si presentano spontaneamente in natura. Orientamenti diversi da quello eterosessuale infatti non si presentano solo nell’essere umano, ma ci sono anche alcune specie animali che mostrano comportamenti sessuali differenti.
I possibili orientamenti sessuali oltre all’eterosessualità
La sessualità, in generale, può manifestarsi in diversi modi. L’orientamento sessuale si sviluppa nel periodo della pubertà, che per gli esseri umani tende a corrispondere con la preadolescenza o, in alcuni casi, con l’adolescenza. In questo periodo, nella sfera della coscienza si sviluppano sentimenti, pensieri e fantasie erotiche che riguardano altri individui. L’orientamento sessuale può essere definito in modo semplificato come attrazione fisica ed affettiva, e al momento sono previste quattro classificazioni generali:
- eterosessuale: attrazione fisica ed effettiva nei confronti di una persona di sesso diverso;
- omosessuale: attrazione fisica ed effettiva nei confronti di una persona dello stesso sesso;
- bisessuale: attrazione fisica ed effettiva nei confronti di persone sia dello stesso sesso che di quello opposto;
- asessuale: mancanza totale di qualsiasi attrazione fisica e affettiva per un altro individuo. Spesso associato alla mancanza di orientamento sessuale, il termine è stato coniato soltanto recentemente. Secondo un recente studio include l’1% della popolazione mondiale.
Sottolineiamo che negli ultimi anni si stanno scoprendo sempre più orientamenti che spesso rientrano all’interno di questi principali. Vediamone giusto un paio di esempi, quelli più conosciuti:
- demisessualità: una sotto categoria dell’asessualità, è associata anche ad uno degli altri orientamenti sessuali. Indica infatti una persona che inizia a provare attrazione sessuale solo in seguito allo sviluppo di una forte relazione emotiva, a prescindere dal sesso verso cui è diretta;
- pansessualità: è una sorta di allargamento della bisessualità. Nella classificazione di bisessualità infatti si tengono a mente solo i sessi binari, mentre un pansessuale può provare attrazione per chiunque, anche chi non rientra in quella classificazione (come, ad esempio, persone transgender non operate).
Questa lista è in costante espansione, con la comunità LGBT che ormai è diventata a tutti gli effetti la comunità LGBTQ+ proprio per indicare tutte le possibili varianti e scoperte future.
La sessualità secondo Freud: lo sviluppo psicosessuale
Freud sostiene che la sessualità di ogni individuo è presente fin dalla nascita, ma che resta latente fino al momento dello sviluppo. Nei suoi studi ha preso in esame il tema dello sviluppo psicosessuale. Suddivide questo sviluppo in cinque fasi in base all’età del soggetto.
Egli afferma inoltre che la sessualità non è da identificare con l’attività sessuale dell’adulto. Consiste nello scovare una sessualità infantile, che si manifesta con l’evoluzione graduale e la scoperta del piacere.
Le cinque fasi dello sviluppo
- Orale: prima fase dello sviluppo infantile comprendente i primi 18 mesi di vita. Il piacere sessuale è strettamente interconnesso con l’eccitamento della cavità orale e delle labbra e quindi all’attività nutrizionale;
- Anale: si sviluppa tra i 18 e i 36 mesi del bambino. L’interesse si sposta verso la zona anale in conseguenza all’acquisizione di un maggior controllo delle funzioni sfinteriche;
- Fallica: si manifesta dai 3 ai 6 anni circa. L’attenzione si sposta verso la parte genitale. In questo periodo si attiva un comportamento molto esibizionista;
- Periodo di latenza: comprende un periodo variabile dai 6 anni alla pubertà. Questo periodo non è una fase psicosessuale vera e propria. La libido è latente, e le pulsioni sessuali vengono sublimate verso altri fini. Alcuni esempi possono essere il gioco, la socialità, l’attività fisica e la maggiore scoperta di se stessi. Per Freud questo vale anche poi nella vita adulta, in cui i tabù e la repressione sessuale ci porta a sublimare quell’energia in altri ambiti della nostra vita;
- Fase genitale: si attiva con la pubertà e si protrae per tutta la vita dell’individuo. In questa fase si determina l’orientamento sessuale.
Specifichiamo che ad oggi la psicologia ha fatto grandi progressi rispetto alla psicoterapia di Freud, e che quindi alcune di queste idee sono considerate non esattamente corrette. Ma per una trattazione più specifica delle evoluzioni dei concetti freudiani servirebbe un intero altro articolo, e questo non è il luogo adatto.
L’eterosessuale ed il suo significato oggi
Oggi alcuni rifiutano il termine “eterosessuale” (o etero sessuale), dato che la parola si riferisce solo al comportamento sessuale. Si preferisce ad essa l’abbreviazione in “etero“, così da poter elencare anche la componente romantica ed emotiva della relazione. Come abbiamo elencato prima, esistono diverse classificazioni per gli orientamenti sessuali. Il problema sta proprio nel riconoscere il fatto che non c’è un unico modo, un modo giusto, un modo corretto per definire la propria sessualità, ed è una cosa che negli ultimi anni sta diventando di grandissima importanza, con tante lotte per i diritti di tutte le sessualità. Questa lotta deve andare avanti finché tutti gli orientamenti verranno considerati al pari dell’eterosessualità, evitando discriminazioni e dando a tutti pari opportunità.