Una tragedia sconvolge Ercolano, dove il 18 novembre scorso un’esplosione devastante ha colpito un laboratorio abusivo di fuochi d’artificio, provocando la morte di tre giovani. L’incidente, avvenuto in una casa trasformata illegalmente in una fabbrica di materiali esplosivi, ha scosso l’intera comunità. A distanza di mesi, le indagini hanno portato a importanti sviluppi, con l’emissione di due ordinanze di custodia cautelare nei confronti di due persone accusate di aver causato la tragedia.
Tragedia a Ercolano, tre morti nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio
Il 18 novembre 2025, una violenta esplosione ha causato la morte di tre giovani: Samuel Tafciu, 18 anni, e le sorelle gemelle Aurora e Sara Esposito, di 26 anni. Le vittime, tutte al loro primo giorno di lavoro, si trovavano in un laboratorio illegale di fuochi d’artificio, allestito in un’abitazione in via Patacca.
Il laboratorio, privo di qualsiasi licenza e gestito da Pasquale Punzo, un uomo di 38 anni, era utilizzato per la produzione di materiale esplosivo in condizioni di estrema pericolosità. Questo tragico incidente ha sollevato gravi preoccupazioni riguardo alla sicurezza sul lavoro e alle pratiche illegali nel settore della pirotecnica.
Tragedia a Ercolano, morti nell’esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio: due arresti
Le indagini, che hanno avuto esito dopo alcuni mesi, hanno portato all’arresto di due persone, a Napoli e San Giuseppe Vesuviano, accusate non solo di omicidio volontario, ma anche di sfruttamento del lavoro e violazione delle norme di sicurezza.