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Brasile, scontro in tv tra Lula e Bolsonaro: accuse e insulti prima del ballottaggio

Brasile, scontro in tv tra Lula e Bolsonaro: accuse e insulti prima del ballottaggio

Brasile, alta tensione tra Lula e Flávio Bolsonaro nel primo confronto tv: accuse reciproche e scontro su corruzione, economia e sicurezza a pochi giorni dal voto.

Il primo dibattito televisivo tra Lula e Flávio Bolsonaro si è trasformato in un duro scontro a pochi giorni dal ballottaggio in Brasile. Tra accuse di corruzione, provocazioni personali e contrasti su economia e sicurezza, i due candidati si sono confrontati senza risparmiare attacchi alle rispettive famiglie, mentre la campagna elettorale si fa sempre più tesa e i sondaggi indicano una sfida ancora aperta.

Brasile, Lula e Flávio Bolsonaro si sfidano in tv: accuse e insulti prima del ballottaggio

Il primo dibattito televisivo tra il presidente brasiliano uscente Luiz Inácio Lula da Silva e il senatore conservatore Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, si è trasformato in un duro scontro verbale a pochi giorni dal ballottaggio del 25 ottobre.

Negli studi di Band TV, a San Paolo, i due candidati si sono confrontati per circa due ore, alternando provocazioni, accuse e riferimenti alle rispettive vicende familiari.

Corruzione, sicurezza pubblica ed economia hanno dominato la trasmissione, senza lasciare molto spazio a un approfondimento concreto dei programmi elettorali. Uno dei momenti più tesi è arrivato quando Lula si è allontanato dal rivale, dichiarando di voler «prendere le distanze da un miliziano», con un riferimento ai presunti legami del senatore con gruppi criminali paramilitari attivi in alcuni quartieri di Rio de Janeiro.

Bolsonaro ha replicato mostrando il palmo della mano, sul quale aveva scritto la parola «corrotto», richiamando la condanna per corruzione subita da Lula nel 2018, successivamente annullata. «Non voglio starti vicino», ha detto il presidente, mentre il rivale ha risposto ironicamente: «Tranquillo non sono violento».

Il senatore ha poi provocato Lula sul consenso elettorale tra i detenuti, chiedendogli perché il 75% dei carcerati votasse per lui. Il presidente ha ribattuto: «Vorrei che mi votasse il 100%», rivolgendosi anche all’ex capo dello Stato: «Jair, vota per me, conosci tuo figlio e sai che sono meglio di lui».

Le questioni giudiziarie hanno occupato una parte rilevante del confronto. Flávio Bolsonaro ha chiamato in causa Fábio Luís Lula da Silva, conosciuto come Lulinha, figlio del presidente, menzionato in indagini per presunta corruzione. Lula ha invece chiesto chiarimenti sulle vicende che coinvolgono il senatore, in particolare sui suoi rapporti con l’ex banchiere Daniel Vorcaro e sui finanziamenti destinati a un film dedicato a Jair Bolsonaro. Il capo dello Stato ha sfidato il rivale a rendere pubbliche le rispettive finanze personali, per consentire alle autorità di verificare eventuali transazioni sospette.

Nella stessa giornata, la polizia federale brasiliana ha chiesto alla Corte Suprema di avviare un’indagine su Flávio Bolsonaro per presunti reati di riciclaggio di denaro legati a un avvocato a lui vicino. Il senatore, già sotto inchiesta per i suoi rapporti con Vorcaro, ha respinto ogni accusa. Lula ha inoltre attaccato Eduardo Bolsonaro, fratello del rivale, accusandolo di aver lasciato il Brasile per agire contro gli interessi del Paese negli Stati Uniti. Dal canto suo, Flávio ha criticato la first lady Janja per le presunte spese eccessive a carico delle risorse pubbliche e ha richiamato le vicende giudiziarie del presidente, incarcerato tra il 2018 e il 2019 prima dell’annullamento della condanna.

Elezioni in Brasile, economia e manifestazioni: la sfida resta aperta

Accanto agli attacchi personali, i due candidati hanno cercato di conquistare gli elettori sui temi economici e sociali. Bolsonaro ha sostenuto che il Brasile potrebbe migliorare le proprie condizioni economiche con un cambio alla guida del governo e una lotta più incisiva alla corruzione. Rivolgendosi ai cittadini, ha chiesto: «Da quanto tempo non mettete un pezzo di carne nel vostro congelatore?», facendo riferimento al costo della vita.

Lula ha difeso i risultati delle politiche sociali adottate durante il suo mandato e ha criticato i rapporti tra la famiglia Bolsonaro e il presidente statunitense Donald Trump, accusando il rivale di essere troppo vicino a Washington dopo i dazi imposti dagli Stati Uniti al Brasile. Il primo turno del 4 ottobre si è concluso con il 47% dei voti per Flávio Bolsonaro e il 45% per Lula, un risultato che ha smentito le previsioni iniziali. Secondo un sondaggio Datafolha citato durante la campagna, il senatore sarebbe al 51% delle intenzioni di voto valide, contro il 49% del presidente, una differenza compresa nel margine di errore.

La competizione riguarda la guida della maggiore economia dell’America Latina, un Paese con circa 214 milioni di abitanti: una vittoria di Bolsonaro potrebbe rafforzare l’influenza statunitense nella regione, mentre una riconferma di Lula favorirebbe la prosecuzione di una politica più autonoma da Washington e di rapporti stretti con la Cina. La polarizzazione si è riflessa anche nelle piazze. A San Paolo, circa 71mila sostenitori del senatore si sono radunati lungo l’Avenida Paulista, chiedendo tra le altre cose la scarcerazione di Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni per il tentato colpo di Stato seguito alla sconfitta elettorale del 2022. A Rio de Janeiro, invece, il cantautore Caetano Veloso ha preso parte alla mobilitazione a sostegno di Lula sulla spiaggia di Copacabana, dove si sono riunite circa 56mila persone secondo le stime citate. L’ultimo dibattito televisivo è previsto per venerdì 23 ottobre su TV Globo, prima del ballottaggio di domenica 25 ottobre, quando gli elettori saranno chiamati a scegliere il prossimo presidente del Brasile.

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