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Droni ucraini colpiscono Belgorod e Perm: 3 vittime e centinaia di danni

Droni ucraini colpiscono Belgorod e Perm: 3 vittime e centinaia di danni

Droni ucraini hanno provocato tre vittime e decine di danni a case, auto e industrie in Belgorod e Perm.

Durante la notte di domenica, una serie di attacchi con droni provenienti dall’Ucraina ha colpito il territorio russo, provocando vittime civili e ingenti danni materiali. Le zone coinvolte includono la regione di Belgorod, al confine con l’Ucraina, e la regione di Perm, situata negli Urali. Le autorità locali hanno confermato un bilancio di tre morti e diverse centinaia di danni a edifici, veicoli ed infrastrutture industriali.

Parallelamente, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver colpito un cargo diretto al porto del Mar Nero di Chornomorsk e un centro logistico a Kharkiv, obiettivi ritenuti legati all’approvvigionamento militare ucraino.

Attacco con droni nella regione di Belgorod

Il governatore regionale, Alexander Shuvayev, ha riferito che l’incidente a Belgorod ha provocato la morte di due persone e il ferimento di tredici altri cittadini.

Secondo le sue dichiarazioni, l’azione ha coinvolto 30 blocchi di appartamenti, 35 auto, quattro abitazioni private, tre edifici amministrativi, otto locali commerciali e tre strutture sociali, trasformando gran parte del centro urbano in una zona di emergenza. Le autorità hanno immediatamente attivato i soccorsi, ma le ferite riportate sono state considerate gravi, richiedendo cure ospedaliere.

Danni a edifici civili e impatto sulla popolazione

Le valutazioni preliminari indicano che la maggior parte dei danni è stata causata da esplosioni di piccola entità, tipiche di drone kamikaze, capaci di penetrare le difese anti-aeree locali. Le case danneggiate hanno subito la rottura di finestre, strutture portanti indebolite e implantati di munizioni residue, creando un clima di paura tra i residenti. Le autorità hanno lanciato un cielo di avvisi di sicurezza per le zone più colpite e hanno predisposto centri di accoglienza temporanei per le famiglie sfollate.

Un ulteriore episodio è stato segnalato nella località di Shebekino, dove un drone ha colpito un villaggio vicino al centro abitato, provocando la morte di un terzo civili e il ferimento di un altro. Le forze di sicurezza hanno bloccato l’area per consentire l’intervento dei soccorsi e la rimozione dei residui di ordigno. La vicinanza di Shebekino al confine rende la zona particolarmente vulnerabile a incursioni aeree non autorizzate.

Incidente nella zona industriale di Perm

Nel territorio della regione di Perm, situata nella catena montuosa degli Urali, è stato colpito un impianto industriale da un drone di origine ucraina. Il governatore Dmitry Makhonin ha confermato che l’attacco ha ferito cinque operai della struttura, i quali hanno ricevuto le cure necessarie nei reparti di pronto soccorso locali. Non sono state fornite ulteriori informazioni sulla natura specifica dei danni alle infrastrutture, ma è noto che l’impianto svolgeva attività legate alla produzione metallurgica.

Le unità di emergenza hanno tempestivamente raggiunto l’area colpita, garantendo il soccorso dei feriti e il contenimento di eventuali rischi ambientali. La presenza di materiali pericolosi all’interno dell’impianto ha spinto le autorità a evacuare i dipendenti nella zona circostante, al fine di evitare contaminazioni e ulteriori incidenti. La risposta rapida dei soccorsi ha limitato le conseguenze a lungo termine per la popolazione locale.

Risposte russe: obiettivi logistici a Chornomorsk e Kharkiv

Nel frattempo, il Ministero della Difesa russo ha annunciato che i propri drone hanno colpito una nave cargo diretta al porto del Mar Nero di Chornomorsk, ritenuta dall’esercito di Mosca un mezzo di approvvigionamento per le forze armate ucraine. L’attacco ha avuto luogo durante il giro di notte, e le autorità hanno segnalato il danno alla nave, senza però fornire dettagli sul carico trasportato.

Secondo le stesse fonti militari, sono stati colpiti anche un centro logistico, un magazzino di distribuzione e un terminale di stoccaggio nella città ucraina di Kharkiv. Le autorità russe sostengono che tali strutture fossero impiegate per la distribuzione di merci a duplice uso, ossia sia civili sia destinate all’esercito. Le dichiarazioni non sono state verificate in maniera indipendente, ma indicano una serie di operazioni mirate a indebolire la capacità di rifornimento militare dell’Ucraina.

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