La Germania accusa ufficialmente la Russia per il tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia, episodio che Berlino considera parte di una più ampia strategia di guerra ibrida. Il governo tedesco ha annunciato nuove misure contro Mosca, mentre da Italia, Ue e Nato è arrivata piena solidarietà.
Drone esplosivo all’aeroporto di Lipsia: la Germania accusa la Russia di sabotaggio
La Germania accusa ufficialmente la Russia di essere dietro al tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle, uno dei principali scali cargo d’Europa e nodo strategico anche per le operazioni legate all’Ucraina. La conclusione è stata annunciata dal ministro dell’Interno Alexander Dobrindt e dal ministro degli Esteri Johann Wadephul, sulla base degli elementi raccolti dalla polizia e dai servizi di intelligence.
«Considerate nel loro insieme, le indagini di polizia, i modelli operativi e le informazioni di intelligence stabiliscono una responsabilità russa per il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia», avrebbe dichiarato Dobrindt.
Secondo Berlino, configurazione dei droni, tipo di esplosivo, sistemi di innesco e organizzazione dell’operazione sarebbero compatibili con modalità già riscontrate in precedenti azioni ibride attribuite a Mosca.
«Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di una guerra ibrida», ha sottolineato il ministro.
Il caso risale alla notte tra il 4 e il 5 agosto, quando un drone carico di esplosivo fu individuato nell’area di sicurezza dello scalo, vicino alla pista meridionale e agli aerei cargo ucraini Antonov. Lipsia/Halle ospita infatti importanti attività di Dhl e, dal 2022, parte delle operazioni di Antonov Airlines. L’emergenza provocò la sospensione di alcune attività e il dirottamento di diversi voli, mentre gli artificieri riuscirono a rimuovere il detonatore. L’indagine passò poi alla procura federale tedesca. Il 25 agosto, inoltre, un altro velivolo senza pilota è stato trovato a ovest dell’aeroporto insieme a una piccola quantità di sostanza sospettata di essere esplosivo militare. Secondo anticipazioni della Bild, alcune tracce porterebbero presumibilmente a un’agenzia di intelligence russa.
Chiuso il consolato russo di Bonn: Mosca respinge le accuse e promette una risposta adeguata
Per Wadephul, quanto accaduto a Lipsia si inserisce in «un più ampio modello di operazioni ibride russe in Europa». Anche Dobrindt ha escluso che possa trattarsi di un episodio isolato, parlando di un’azione che avrebbe richiesto «notevole competenza e impegno». Berlino ha quindi annunciato una serie di contromisure: il consolato generale russo di Bonn, ultimo consolato di Mosca ancora operativo nel Paese, sarà chiuso il 18 settembre, mentre verrà interrotto l’accordo che consente le attività della Casa Russa di Berlino.
Il governo tedesco punta inoltre a rafforzare i controlli e a concordare con i partner europei nuove sanzioni contro persone ed entità russe. Tra le ipotesi vengono indicate anche la convocazione dell’ambasciatore di Mosca e la possibile espulsione di alcuni dipendenti dell’ambasciata, dichiarandoli persone non grate. Un ulteriore fronte riguarda la cosiddetta “flotta ombra” russa, utilizzata per continuare le esportazioni di petrolio riducendo l’impatto delle sanzioni occidentali.
Mosca respinge però ogni responsabilità. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato Berlino di alimentare un’escalation «nelle relazioni con Mosca sulla base di un pretesto totalmente inventato e assurdo» e ha assicurato che «ci sarà una risposta adeguata». La Russia ha inoltre promesso di rispondere «con la stessa moneta», mentre Zakharova ha accusato la Germania, per il sostegno militare a Kiev, affermando: «Berlino sponsorizza il terrorismo».
Italia, Nato e Ue al fianco della Germania
La presa di posizione tedesca ha ricevuto il sostegno dei principali partner occidentali. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, dopo un colloquio con il cancelliere Friedrich Merz, ha assicurato «piena solidarietà» alla Germania, ribadendo che «gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta chiara». Anche il segretario generale della Nato Mark Rutte ha definito le prove presentate da Berlino «inequivocabili» e ha annunciato un rafforzamento delle capacità dell’Alleanza contro sabotaggi e altre minacce ibride. Solidarietà è arrivata anche dalla presidente dell’Europarlamento Roberta Metsola, dal presidente francese Emmanuel Macron e dal premier britannico Andy Burnham, tutti concordi sulla necessità di mantenere compatto il fronte europeo e continuare il sostegno all’Ucraina.
Dall’Italia, Giorgia Meloni ha scritto che «la sicurezza dei nostri Alleati è la sicurezza di tutti noi», aggiungendo che «i tentativi di intimidirci o di creare divisioni tra gli Alleati non avranno successo». Sulla stessa linea il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha definito «inaccettabile» quanto avvenuto e ha assicurato la vicinanza italiana a Berlino. «Risponderemo uniti e reagiremo rimanendo a fianco anche dei paesi che vengono colpiti direttamente», ha dichiarato.
