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Dieta occidentale? Meglio quella africana che 'spegne' le infiammazioni: lo studio

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Milano, 3 apr. (Adnkronos Salute) - Dieta occidentale? No, meglio convertirsi a quella africana, perché è in grado di 'spegnere' l'infiammazione, al contrario dell'alimentazione occidentale che - quando composta da cibi lavorati, ipercalorici e così via - la ...

Milano, 3 apr. (Adnkronos Salute) – Dieta occidentale? No, meglio convertirsi a quella africana, perché è in grado di 'spegnere' l'infiammazione, al contrario dell'alimentazione occidentale che – quando composta da cibi lavorati, ipercalorici e così via – la accende. La consacrazione dei menu tradizionali del Continente nero arriva da uno studio condotto in Tanzania, che ha mostrato cosa succede quando ci si converte a uno o all'altro regime alimentare. Il passaggio per sole due settimane da una dieta africana tradizionale a una dieta occidentale provoca infiammazione, riduce la risposta immunitaria ai patogeni e attiva processi associati a malattie legate allo stile di vita. Mentre lo switch al contrario, da una dieta occidentale a una africana ricca di verdure, fibre e cibi fermentati ha effetti positivi. Il lavoro è pubblicato su 'Nature Medicine', ed evidenzia l'impatto significativo che ha quello che mangiamo sul sistema immunitario e sul metabolismo.

Le malattie legate allo stile di vita – come malattie cardiovascolari, diabete e condizioni infiammatorie croniche – stanno aumentando in tutta l'Africa, e pongono una sfida crescente ai sistemi sanitari in tutto il continente, evidenziano i ricercatori del Radboud University Medical Center (Radboudumc) e della Kcmc University in Tanzania, che firmano lo studio e per realizzarlo hanno collaborato con partner internazionali di Bonn e Firenze.

Il crescente sviluppo economico, l'urbanizzazione e la maggiore disponibilità di alimenti trasformati hanno accelerato l'adozione di abitudini alimentari occidentali in Africa. Per comprendere le conseguenze sulla salute di questo cambiamento, gli esperti hanno esplorato gli effetti di questi cambiamenti dietetici sulla salute. Allo studio hanno partecipato 77 uomini sani della Tanzania, residenti sia in aree urbane che rurali. Alcuni tradizionalmente seguivano una dieta africana e sono passati a una dieta occidentale per due settimane, mentre altri che mangiavano una dieta occidentale hanno adottato una dieta africana tradizionale. Un terzo gruppo ha consumato una bevanda di banana fermentata ogni giorno. Come controllo, 10 partecipanti hanno mantenuto la loro dieta abituale.

I ricercatori hanno dunque analizzato in modo completo la funzione del sistema immunitario, i marcatori di infiammazione del sangue e i processi metabolici all'inizio, dopo l'intervento di due settimane e di nuovo quattro settimane dopo. I partecipanti passati a una dieta occidentale hanno mostrato un aumento delle proteine infiammatorie nel sangue, insieme all'attivazione di processi biologici collegati alle malattie legate allo stile di vita. Anche le loro cellule immunitarie hanno risposto in modo meno efficace ai patogeni.

Nel frattempo, chi aveva sposato la dieta africana tradizionale o aveva consumato la bevanda fermentata ha mostrato una riduzione dei marcatori infiammatori. Alcuni di questi effetti sono persistiti anche quattro settimane dopo, il che indica che i cambiamenti dietetici a breve termine possono avere effetti duraturi.

Questo è il primo studio a mappare in modo esaustivo gli effetti sulla salute di una dieta tradizionale africana. "La ricerca precedente si è concentrata su altre diete tradizionali, come quella giapponese o mediterranea – afferma Quirijn de Mast, internista del Radboudumc – Tuttavia, c'è altrettanto da imparare dalle diete tradizionali africane, soprattutto ora che gli stili di vita in molte regioni di questo continente stanno cambiando rapidamente e le malattie legate allo stile di vita sono in aumento. La ricca diversità delle diete tradizionali dell'Africa offre opportunità uniche per ottenere preziose informazioni su come il cibo influenza la salute".

De Mast trova "notevole" quanto siano significativi gli effetti della dieta, anche dopo appena due settimane. "La dieta africana comprende molte verdure, frutta, fagioli, cereali integrali e cibi fermentati. Il nostro studio evidenzia i benefici di questi prodotti alimentari tradizionali per l'infiammazione e i processi metabolici nel corpo. Allo stesso tempo, mostriamo quanto possa essere dannosa una dieta occidentale non sana. Di solito è composta da cibi lavorati e ipercalorici, come patatine fritte e pane bianco, con sale eccessivo, zuccheri raffinati e grassi saturi. L'infiammazione è alla base di molte condizioni croniche, il che rende questo studio altamente rilevante anche per i Paesi occidentali".