La morte di Fabiana Piccioni ha scosso la comunità di Giulianova. Il corpo della donna, trovato carbonizzato e seminudo lo scorso gennaio, ha lasciato dietro di sé un mistero che ora sembra avvicinarsi a una soluzione. Le indagini hanno portato a un indagato, e nuovi dettagli emergono sull’inquietante vicenda che coinvolge una tragica overdose, un corpo bruciato e nascosto. La verità sulla morte di Fabiana Piccioni, un caso che ha suscitato sgomento e indignazione, è ancora in fase di accertamento, ma le autorità sembrano più vicine a fare chiarezza.
Cadavere carbonizzato trovato nelle campagne di Giulianova
Giovedì 9 gennaio, lungo una strada rurale di Giulianova, in provincia di Teramo, è stato rinvenuto un cadavere carbonizzato. Grazie a un tatuaggio, gli investigatori sono riusciti a identificare la vittima come Fabiana Piccioni, una donna di 46 anni residente in città. Solo il giovedì precedente, i genitori della donna avevano denunciato la sua scomparsa presso i carabinieri di Giulianova.
Le indagini hanno rivelato che, prima di morire, Fabiana avrebbe assunto una combinazione letale di cocaina e oppiacei, che le ha causato un malore fatale.
Corpo di Fabiana Piccioni trovato carbonizzato e seminudo a Giulianova: un sospettato per la sua morte
Un uomo, che le avrebbe fornito la droga, avrebbe successivamente cercato di sbarazzarsi del corpo. Si tratta di un 52enne albanese, senza precedenti penali e proprietario di un’impresa di pulizie, nonché amico della vittima. L’uomo è attualmente sotto indagine per spaccio di stupefacenti, omicidio colposo e tentativo di occultamento di cadavere.