Caltanissetta, 15 gen. (Adnkronos) – Contributi regionali per le aziende vicine all'ex Presidente degli industriali siciliani Antonello Montante, quando c'erano in Giunta le ex assessore Mariella Lo Bello e Linda Vancheri, ritenute vicine a Montante. A raccontarlo in aula, deponendo al 'Maxiprocesso di Caltanissetta' che vede alla sbarra lo stesso ex imprenditore oltre al Presidente della Regione siciliana Renato Schifani e alti ufficiali, è l'imprenditore Vincenzo Conticello. L'ex titolare dell’Antica Focacceria San Francesco, storico locale della vecchia Palermo, fu assunto alla Regione grazie alla legge sui testimoni di giustizia dopo che aveva denunciato e fatto arrestare coloro che prima erano andati a chiedergli il pizzo e poi volevano prendersi la sua attività. Conticello in quel periodo era “comandato” all’assessorato regionale alle Attività produttive, ritenuto dagli inquirenti "luogo chiave degli affari di Montante" che avrebbe piazzato proprio Lo Bello e Vancheri, condizionando, secondo l'accusa, le scelte del governatore di allora Rosario Crocetta.
Nel processo sono alla sbarra, oltre all’ex paladino dell’antimafia Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, il governatore siciliano Renato Schifani, l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l’ex commissario Irsap Maria Grazia Brandara, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, Vincenzo Savastano vice questore aggiunto all’epoca dei fatti della Polizia presso l’ufficio di frontiera di Fiumicino, Gaetano Scillia capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014, Arturo De Felice, direttore della Dia dal 2012 al 2014, Giuseppe D’Agata, colonnello dei carabinieri, e Diego Di Simone Perricone, ex capo della security di Confindustria. E ancora, l’ex direttore dell’Aisi Arturo Esposito, il caporeparto dell’Aisi Andrea Cavacece, il “re dei supermercati” Massimo Romano, il tributarista Massimo Cuva, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata, il sindacalista Maurizio Bernava, gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Calì, Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta (tre dipendenti di Montante), il poliziotto Salvatore Graceffa; il dirigente di Confindustria Carlo La Rotonda; il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello; il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei carabinieri Letterio Romeo.
In particolare, Vincenzo Conticello, rispondendo alle domande dei pm Claudia Pasciuti e Davide Spina, parla, tra le altre cose, di un contributo regionale di 133 mila euro. "Fui incaricato di verificare una pratica relativa al finanziamento da parte della Regione in favore di Unioncamere per il promovimento di imprese siciliane presso il Niaf di Washington. In un primo momento fecero la richieste dei contributi 20 aziende – racconta Conticello – che poi si ridussero a 4 o 5, non ricordo, ma sicuramente molto meno delle 20 imprese. Alcune non sapevano neppure di questi contributi. Tra le aziende rimaste c'era l'Antico torronificio nisserno e un'azienda di biciclette", entrambe aziende di Montante. "Ne parlai anche con l'assessore Mariella Lo Bello". Perché, a dire di Conticello, l’importo di 133.000 euro di contributi regionali era parametrato su "una ventina di imprese". Che poi si sono ridotte ad appena "quatto, cinque o sei".
"Le mie rimostranze attenevano sia all’importo del finanziamento sia alla possibilità di procedere a tale finanziamento tenuto conto del capitolo di spesa da cui attingere le risorse", dice ancora Vincenzo Concticello, tra qualche 'non ricordo'. Poi ha sottolineato di avere parlato con il suo referente per dire "che non c'erano le condizioni" per quei contributi. "Questa cosa accadeva in concomitanza con la Presidenza Crocetta e quindi con le elezioni", spiega. "Il mio referente di allora era il direttore generale del servizio di cui non ricordo il nome che in quel periodo era fuori – aggiunge – C'era l'assessore e ricordo che l'assessore Lo Bello e il direttore non c'era. Io riferii questa cosa".
Vincenzo Conticello ha anche parlato
Rispondendo alle difese di parte civile, Vincenzo Conticello, sta ricordando di essere stato contattato da Antonello Montante per una cena a Roma all’Aventino dopo che lo stesso era stato ricevuto dal Papa. "Inizialmente pensai che si trattasse di una cena con i familiari, ma in realtà alla stessa parteciparono, oltre lo stesso Montante, la Marcegaglia, Lo Bello, un avvocato di Palermo".