Milano, 3 apr. (Adnkronos) – "Pur nel rispetto delle scelte investigative del pubblico ministero non si può fare a meno di rilevare che proprio l'ampiezza degli accertamenti prospettati (del tutto decontestualizzati dalla dinamica dei fatti) e la già prevista irripetibilità dei medesimi avrebbero l'effetto di precludere per il futuro lo svolgimento di analisi mirate, fondati su specifiche esigenze dichiarimento, e non già sull'insistito tentativo del condannato di provare ad individuare – con ogni mezzo – un responsabile 'alternativo' e di consegnarlo in pasto al circuito mediatico". Lo scrive l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, il legale che rappresenta la famiglia di Chiara Poggi uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, nella memoria indirizzata alla gip di Pavia Daniela Garlaschelli la quale ha dato l'ok all'incidente probatorio.
Per l'omicidio della ventiseienne è stato condannato in via definitiva a 16 anni di carcere l'allora fidanzato Alberto Stasi, ma la Procura di Pavia ha deciso – su impulso della difesa del condannato – di riaprire il caso e indagare per il delitto Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, già archiviato dalla stessa Procura otto anni fa. Tre gli affondi dell'avvocato Tizzoni contro la riapertura del caso. In particolare nella sua memoria registra il "peculiare sviluppo del procedimento in esame, dal quale emergono plurime attività di impulso della difesa del condannato non indirizzate agli organi giudiziari effettivamente competenti in tema di revisione (la Corte di Appello di Brescia), ma volte invece a sollecitare lo svolgimento di indagini da parte della Procura di Pavia". Il legale evidenzia la "sorprendente apertura di un terzo procedimento penale nei confronti di Andrea Sempio sulla base di elementi probatori introdotti dalla difesa del condannato" e condivide le considerazioni conclusive del primo decreto di archiviazione: "se è (non condivisibile ma) umanamente comprensibile l'intento di fare di tutto per difendersi da una gravissima accusa, anche dopo l'esaurimento dei possibili gradi di giudizio ordinario, nel caso di specie ci si deve tuttavia arrestare di fronte all'inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi e tendenti a rinvenire diverso, alternativo colpevole dell'uccisione di Chiara Poggi".
Infine, non può ricordare che si tratta del settimo tentativo di ribaltare la sentenza passata in giudicato", ossia da quando la Cassazione ha condannato Stasi in via definitiva. C'è stato un primo tentativo di ricorrere in Cassazione con un ricorso straordinario che è stato respinto, due tentativi di revisione respinti dalla Corte d'Appello di Brescia (e nel secondo caso anche dalla Cassazione), ci sono state già due denunce avanzate e archiviate dalla Procura di Pavia e, infine, il ricorso alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo che ha recentemente stabilito che il processo ad Alberto Stasi è stato equo.