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Cambio fornitore energia elettrica, è svolta sui tempi: ecco cosa cambierà

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Cambio fornitore energia elettrica, tempi più brevi: ecco cosa cambierà

L’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (Arera) ha intenzione di velocizzare i tempi per il cambio del fornitore elettrico riducendoli, per alcuni casi, a 24 ore.

Cambio fornitore energia elettrica: tempi più brevi per il cambio

È stata la direttiva europea 2019/244, che declina il diritto dei clienti finali a cambiare fornitore e sollecita gli Stati membri a un deciso accorciamento dei tempi, a spingere Arera ad accelerare questo processo. Ad oggi, il passaggio richiede in media da uno a due mesi, come si legge sul sito dell’Arera, dove si precisa che che “i cambi venditore (switching) vengono eseguiti di norma il primo giorno di ogni mese”. “Se il nuovo venditore (venditore entrante) attiva la procedura di switching entro il giorno 10 di un dato mese, il cambio decorrerà dal primo giorno del mese successivo, altrimenti slitterà di un mese”. Tuttavia, già oggi sono previsti due casi in cui la data del cambio di fornitore può essere in qualsiasi giorno del mese, ad esempio come in caso di voltura con switching o risoluzione del contratto per inadempimento. La nuova modalità entrerà a regime a partire dal 1° gennaio 2026, con l’intento da parte dell’Autorità di approvare la delibera entro luglio.

La svolta sui tempi: ecco cosa cambia

Gli operatori potranno poi presentare le loro osservazioni entro la fine di aprile. Il timore è che l’accorciamento delle tempistiche possa indurre i clienti a cambiare spesso operatore. Secondo Arera, il processo di switching più rapido, che potrebbe completarsi in un solo giorno lavorativo, non prevede la facoltà di revoca e sarà possibile solo in presenza di determinate condizioni. Arera sul tema dichiara che “uno degli obiettivi della direttiva europea 2019/244 è quello di valorizzare il ruolo del consumatore di energia elettrica affinché con le proprie scelte possa promuovere una sana concorrenza, indispensabile per far sì che sul mercato al dettaglio trovino spazio nuovi servizi innovativi, rispondenti alle mutate esigenze e capacità dei consumatori, nonché per aumentare la flessibilità e la resilienza del sistema e accompagnare il processo di decarbonizzazione“.