Un devastante attacco russo su un deposito munizioni a Myla, nei pressi di Kyiv, ha causato la morte di 38 persone tra cui il sindaco di Dmytrivka, Taras Didych. L’incidente ha scatenato una vasta polemica riguardo alla collocazione del deposito, situato troppo vicino a zone residenziali.
L’attacco, avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, ha provocato enormi esplosioni e un vasto incendio che ha danneggiato almeno 50 edifici residenziali tra cui una casa di riposo per anziani e disabili.
Le operazioni di soccorso sono ancora in corso, con oltre 400 persone evacuate dall’area colpita.
L’indagine sulle responsabilità per la collocazione del deposito
Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha annunciato l’avvio di un’indagine penale per stabilire le responsabilità della tragedia. “Tutte le circostanze devono essere chiarite“, ha dichiarato Zelenskyy in un video pubblicato su X.
Le autorità ucraine stanno investigando sulla legalità della collocazione del deposito, che avrebbe dovuto essere situato lontano da aree abitate.
Il governatore della regione di Kyiv, Tymur Tkachenko, ha confermato che tra le vittime c’è anche Taras Didych, il sindaco di Dmytrivka, deceduto mentre tentava di salvare altre persone. “Il numero delle vittime nel distretto di Bucha è salito a 37“, ha scritto Tkachenko su Telegram, aggiungendo che i soccorsi e i servizi di emergenza sono ancora al lavoro sul luogo della tragedia.
Le critiche alla gestione dei depositi munizioni
La tragedia ha riacceso il dibattito sulla gestione dei depositi munizioni in Ucraina. Il primo ministro Serhii Koretskyi ha espresso rammarico per il fatto che non siano state tratte le dovute lezioni da un incidente simile avvenuto a luglio a Vyshneve, sempre nei pressi di Kyiv. “Nel quinto anno di invasione su larga scala, commettere gli stessi errori più e più volte è negligenza criminale“, ha dichiarato Koretskyi su Telegram.
Le autorità ucraine hanno aperto un’inchiesta per stabilire se il deposito avesse le necessarie autorizzazioni e se fossero state rispettate le normative sulla collocazione di materiali esplosivi vicino a zone residenziali. “Esistono regolamenti chiari: le munizioni non possono essere stoccate vicino a case o altre aree abitate“, ha ribadito Zelenskyy.
Le conseguenze dell’attacco e le reazioni internazionali
L’attacco russo ha causato gravi danni materiali e umanitari. Oltre alle vittime, sono stati segnalati 42 feriti tra cui quattro bambini. Le esplosioni hanno danneggiato non solo edifici residenziali, ma anche un ristorante e altre strutture nella zona.
Nel frattempo, le forze russe hanno intensificato gli attacchi in tutta l’Ucraina, colpendo anche altre località come la regione di Kherson, dove due persone sono state uccise e 27 ferite. Anche in Russia, un attacco con droni ucraini nella regione di Belgorod ha causato tre vittime e nove feriti.
La situazione rimane critica, con entrambe le parti che continuano a scambiarsi colpi, causando un aumento delle vittime civili. Le autorità ucraine hanno confermato che tra venerdì e sabato la Russia ha lanciato almeno due missili e 267 droni contro obiettivi ucraini.
