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**Almasri: silenzio e preoccupazione al Quirinale, domani Mattarella atteso a Scuola magistratura**

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Roma, 29 gen. (Adnkronos) - Preoccupazione elevata, silenzio scontato, necessità, più volte ribadita, ma a quanto pare inascoltata, di coltivare "armonia tra le Istituzioni" anche per poter promuovere fiducia tra i cittadini. Non è difficile immaginare l'atmosfera...

Roma, 29 gen. (Adnkronos) – Preoccupazione elevata, silenzio scontato, necessità, più volte ribadita, ma a quanto pare inascoltata, di coltivare "armonia tra le Istituzioni" anche per poter promuovere fiducia tra i cittadini. Non è difficile immaginare l'atmosfera che regna al Quirinale in queste ore, con uno scontro tra politica e magistratura che ha superato ampiamente il livello di guardia ed una tensione tra maggioranza ed opposizione che ha portato ad una semiparalisi dei lavori parlamentari, che in Aula riprenderanno alla Camera la prossima settimana e al Senato quella successiva, con soprattutto l'impossibilità di procedere domani alla nuova votazione per l'elezione dei giudici della Corte costituzionale. Senza dimenticare il merito della cosiddetta vicenda Almasri, che oltre alle conseguenze che sta determinando nel dibattito politico-istituzionale interno, porta con sè delicate ripercussioni a livello internazionale.

Domani il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è atteso a Scandicci, in provincia di Firenze, per partecipare alla cerimonia per l’inaugurazione dei corsi dei magistrati ordinari in tirocinio e dell’anno formativo 2025 della Scuola superiore della magistratura. Un'occasione che, senza naturalmente riferimenti all'attualità, potrebbe rappresentare l'occasione per ribadire concetti più volte espressi riguardo le prerogative e i limiti dei vari poteri istituzionali. Tuttavia, come già accaduto lo scorso anno, non è previsto un intervento del Capo dello Stato e la scelta non sarebbe maturata in queste ore, ma sarebbe frutto di decisioni prese e comunicate già nei mesi scorsi.

In ogni caso in questi dieci anni il Presidente della Repubblica ha avuto modo di ripetere a più riprese quale debba essere il corretto modus operandi istituzionale e di spendersi per cercare di riportare su binari corretti il dibattito nelle e tra le istituzioni. Accadde ad esempio nell'estate del 2023, in una delle fasi più accese dello scontro tra politica e magistratura, all'indomani della presentazione del disegno di legge sulla separazione delle carriere approvato nei giorni scorsi in prima lettura dalla Camera.

In quel frangente Mattarella ricevette al Quirinale i vertici della Corte di Cassazione, la prima presidente, Margherita Cassano, e il Procuratore generale, Luigi Salvato. Un incontro che si inseriva nel contesto di un'azione finalizzata ad abbassare le tensioni e attivare canali di dialogo e mediazione.

"La Costituzione -aveva invece sottolineato un paio di mesi prima in occasione dell'inaugurazione della sede di Napoli della Scuola della magistratura- definisce con puntualità l’ambito delle attribuzioni che sono affidate agli organi giudiziari, così come i compiti e le decisioni che appartengono, invece, ad altri organi, titolari di altri poteri. Questo riparto va rispettato. È bene aver presente che lo stesso rispetto che deve essere assolutamente assicurato alla piena, irrinunziabile indipendenza della funzione giudiziaria deve essere sempre riconosciuto e assicurato anche alle altre funzioni dello Stato".

Sicuramente più attuali e rilevanti, anche per il contesto particolarmente significativo, le parole pronunciate poco più di un mese fa in occasione dello scambio degli auguri di fine anno con i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e della società civile. Dal Capo dello Stato venne infatti un appello a "quel senso del dovere che richiede a tutti coloro che operano in ogni istituzione, di rispettare i limiti del proprio ruolo. Senza invasioni di campo, senza sovrapposizioni, senza contrapposizioni. La Repubblica vive di questo ordine. Ha bisogno della fiducia delle persone che devono poter vedere, nei comportamenti e negli atti di chi ha responsabilità, armonia tra le istituzioni".